I compagni e le lire del Marco
Rendiconto agli azionisti radicali 1992 - 1996


Copertina Il Movimento e il Polo di Berlusconi convergono su un progetto liberale. Contratto per la riforma americana. Bonino all'ONU per il tribunale permanente. In Usa contro la pena di morte.


Il 1994 si apre, in Italia, su un oscuro panorama di trame ed intrighi, su cui non si è ancora fatta luce. Il Pds di Occhetto preme affinché il governo si dimetta e si vada alle elezioni. Ciampi cede, e il Presidente Scalfaro appoggia un inaudito stravolgimento di procedure perché si voti, il più presto possibile. Il rischio di una chiusura degli spazi democratici incombe. L'iniziativa nonviolenta di Pannella impedirà almeno che si arrivi a votare nel giorno della Pasqua ebraica.

Berlusconi rompe gli indugi, i Riformatori e la Lista si schierano a suo fianco, anche se in piena autonomia: Berlusconi, non certo il composito Polo, potrebbe esprimere un potenziale di rottura con il passato. Fino all¼ultimo, comunque, Pannella proporrà a Segni, ad Amato, a Zanone un patto per battere, assieme a Berlusconi e la Lega, le sinistre al Nord e la destra al Sud, e per bloccare Fini e AN a Roma. Le offerte cadono nel vuoto. Tutto è ormai scontato.

Il 26/27 marzo 1994, è certo, il paese vota per riforme liberali e liberiste, europee e antipartitocratiche, di rinnovamento delle istituzioni. Purtroppo, la classe politica emergente, inadeguata, incapace di conduzione politica e grossolana nei suoi comportamenti, svuoterà ben presto e tradirà i suoi stessi impegni. Ancora a giugno, Pannella sottopone a Berlusconi un "contratto di maggioranza" con l¼impegno per autentiche riforme. I due leader firmano un Manifesto-Appello che subito dopo, però, Berlusconi getterà nel cestino. Pochi i segni di disponibilità del capo del Governo: l'incontro con il Dalai Lama in esilio, l'incarico ad Emma Bonino all'Assemblea delle N.U. per il Tribunale Speciale e, a luglio, la nomina della stessa Emma Bonino a Commissaria Europea.

Maggio: il Movimento e i Riformatori raccolgono 50.000 firme su una proposta di legge di iniziativa popolare sulla droga e l'AIDS.

A dicembre si ha l'annunciato ribaltone di Bossi, favorito da Buttiglione. Pannella rivolge un appello ai parlamentari Riformatori: "Dimettetevi!". D'ora innanzi diverrà durissimo anche il confronto con Oscar Luigi Scalfaro. Rinnegando il suo passato e le attese, il Presidente della Repubblica si avvia su una china di interventismo politico di sapore anticostituzionale. In lui si dovrà riconoscere d'ora in poi il vero leader degli antiberlusconiani, pronto ad utilizzare ogni mezzo per giungere, anche sfruttando l'irresponsabilità di cui la sua carica gode, alla liquidazione di ogni spinta alternativa, al ritorno di fatto dei vecchi partiti, e soprattutto di quello cattolico.

A febbraio uno dei dirigenti del Partito radicale transnazionale, Andrea Tamburi, viene ucciso a Mosca per le sue campagne nonviolente. Settembre: appello "Mayday Mayday America", per raccogliere 200 milioni da investire su una seconda pagina sul "New York Times" (vi apparirà l'immagine del regista Bertolucci sulla sedia elettrica, come richiamo e monito). A dicembre "Nessuno Tocchi Caino" consegnerà alle N.U. 60.000 firme raccolte nel mondo a sostegno della moratoria.


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