Rendiconto dell'impresa radicale
L'Onu ha voluto dare al Partito Radicale transnazionale il più prestigioso dei riconoscimenti, mai conferito ad alcun partito o Internazionale di partito: lo stesso status che riconosce alla Croce Rossa Internazionale. In Italia, con oltre 25 milioni di firme autenticate, abbiamo incardinato nella vita del paese il più vasto e concreto programma di Riforma e di governo alternativo al sistema e al regime, con una quarantina di proposte referendarie; 20 delle quali, oggi, esprimono interessi e ideali della maggioranza dei cittadini di questo paese.
Ci avete affidato, in cinque anni, circa 15 milioni al giorno. Ne abbiamo fatto tesoro, al di là di qualsiasi precedente, del politicamente e umanamente immaginabile. Conosciamo - certo - sconfitte; ma non ci riconosciamo come perdenti. Continueremo la nostra lotta di partigiani di libertà e di giustizia, per il diritto alla vita e la vita del diritto. Per tanti versi clandestini, quanto più forti; e unici stranieri nelle patrie di Tangentopoli e dei partitocrati.
Ci assilla una domanda: ma perché ci si rifiuta ora l'offerta di nuove, straordinarie lotte di libertà e di riforma? Ma perché - tra cinquanta milioni di italiani, milioni di ricchi o di agiati - ci si rifiutano quei pochi miliardi senza i quali "l'ex-Italia" incalza e rovina?
E proprio per questo, questi referendum non s'hanno da fare. E noi non dobbiamo nemmeno esistere. Per voi, per la gente.
Ci avete affidato, in cinque anni, all'incirca 15 milioni al giorno. Al giorno e a notte, piuttosto. Sia perché l'impresa radicale si svolge, come per l'impero di Carlo V, sotto i fusi orari di tutto il mondo, e per essa, dunque, si può dire che il sole non vi tramonta mai. Abbiamo così avuto i nostri compagni assassinati a Mosca o a Sarajevo; imprigionati a Cuba o a Timor, nel Tibet o a Pechino. Sia perchÈ, in Italia, come Movimento dei Club Pannella, migliaia sono stati i digiuni più o meno lunghi, le campagne referendarie fatte sotto il solleone o all'addiaccio, durate anche un anno. Obiettori di coscienza con mesi e mesi di galera, hanno indossato, disarmati, uniformi militari dinanzi a eserciti criminali neo-nazisti e neo-comunisti.
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