I compagni e le lire del Marco
Rendiconto agli azionisti radicali 1992 - 1996
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Gli italiani non devono saperlo...
Gli italiani non devono saperlo. Non un solo organo di stampa ne ha infatti dato la notizia. Ma il riconoscimento è grande, corona una storia che molti dei diplomatici e dei delegati hanno conosciuto e che li ha coinvolti personalmente in anni lontani. Le campagne contro lo sterminio per fame e per guerra nel mondo. Le continue grandi azioni nonviolente in tutto l'impero sovietico europeo, in due decenni nei quali centinaia di leader delle opposizioni, i grandi intellettuali e i refuznik non trovarono a volte che noi per tentare di liberarli. I 10.000 anni di reclusione nei penitenziari militari annullati in Spagna. Le lotte liberali e per la vita nelle grandi assemblee degli Stati d'Africa, Caraibi, Pacifico (ACP-CEE). Le vite illustri salvate, dal Burkina Faso alla Somalia. Le grandi battaglie antimilitariste combattute con Bertrand Russell e Lambrakis, sempre dalla trincea difficile del "mondo libero" d'Occidente e d'Israele. La lunga azione di un decennio per democrazia e libertà, Europa e federalismo in Jugoslavia, a Belgrado, a Lubiana, a Zagabria, a Sarajevo, fin nelle trincee di Osijek, in uniforme croata e disarmati. L'apporto determinante per la creazione del Tribunale ad hoc sull'ex-Jugoslavia e, ora, per una giurisdizione armata, planetaria, con il Tribunale permanente. La grande battaglia per l'abolizione della pena di morte. Per la lingua internazionale, per l'esperanto. La lotta per la libertà e la democrazia a Cuba ed in Cina, per il Tibet, con un Dalai Lama che amiamo e ci ama... L'opera - ora - di Emma Bonino. Al momento del voto per il massimo riconoscimento al Partito Radicale transnazionale, come fiume carsico questa lunga storia deve aver raggiunto le coscienze e nutrito la speranza di molti, a New York, nel Palazzo delle N.U., dove alcuni nostri compagni in quelle ore hanno evidentemente saputo far ricordare e riconoscere la forza politica, civile, umana della nostra esistenza di partigiani di Giustizia e di Libertà, armati di nonviolenza. Ma questa storia potrà di nuovo, e da subito, contare sulla vitale, necessaria, nuova ondata di aiuto, di sostegno, di risorse umane e finanziarie, che attendiamo dagli "azionisti", dalla gente di buona volontà, in Italia e dall'Italia?
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