I compagni e le lire del Marco
Rendiconto agli azionisti radicali 1992 - 1996


Copertina

Un rendiconto senza confronti perché ci aiutiate a costruire un futuro diverso

Per più di un secolo l'"Internazionale" è stato l'inno di gran parte dell'umanità "di sinistra". L'internazionalismo era sinonimo di pace, di giustizia, di fratellanza, di eguaglianza. Poi la sinistra, a forza di nazionalizzare e statizzare, ha nazionalizzato innanzitutto se stessa. Noi abbiamo creato il primo Partito transnazionale, e lo siamo. Il Partito radicale, il Movimento dei Club Pannella-Riformatori, Nessuno tocchi Caino, il CORA, l'Era complessivamente hanno raccolto iscrizioni e contributi per 26 miliardi e 300 milioni, fra il 1992 e il primo semestre del 1996. Ma di questi quasi la metà furono raccolti per la vita del PR: oltre 13 miliardi (e 37 mila iscritti), in poche settimane, all'iniziondel Œ93.

Se avessimo speso questi cinque miliardi l'anno sul fronte italiano ne avremmo certo avuto enormi vantaggi immediati.

Se avessimo investito, come tutti gli altri partiti, questo denaro per le strutture e il loro funzionamento, per l'"apparato", avremmo avuto anche noi quella forza (!) burocratica e "organizzativa" che tutti gli altri cercano, a qualsiasi costo.

Abbiamo invece investito quasi l'80% del denaro raccolto , più di venti miliardi, i quattro quinti del totale, in attività, in primo luogo quella dell'informazione, della circolazione delle idee e dell'organizzazione attorno ad esse della lotta politica. Abbiamo inventato 22 sedi nel mondo, poco più che scantinati e "monocamere", gestite da militanti in modo assolutamente gratuito o con rarissimi stipendi di assoluta fame, dalle quali abbiamo irradiato impegni, lotte, radicamenti di idee non di rado assolutamente sconosciute in molti di quei luoghi, contemporaneità e convergenza di lotte e di obiettivi, che hanno consentito i risultati sui Tribunali ad hoc sull'ex Jugoslavia e sul Tribunale permanente, sulla pena di morte all'ONU, la salvezza di condannati e di prigionieri della libertà nel mondo, il sostegno alla Lega Internazionale Antiproibizionista, i progetti ambientali sul bacino del Danubio, sulle centrali nucleari nell'ex URSS, le manifestazioni e le lotte militanti e istuzionali in difesa del Tibet .... Abbiamo edito un giornale, "Il Partito Nuovo", in 16 edizioni linguistiche diverse e distribuito per un anno in 60 diversi paesi, con una tiratura media di 250.000 copie, riservate a oltre 40.000 parlamentaridi tutto il mondo. L'effetto era dirompente; il venir meno di adeguate risorse non ci ha consentito di andare oltre. In totale abbiamo così speso, investito oltre 7 miliardi, e un mare di dedizione, di creatività, di .... "INTERNAZIONALISMO".

Sul "fronte italiano" sono stati anni straordinari per mole e qualità dell'impegno. Ma, anche, tremendi di lotta partigiana, durissima, a tutti i livelli, nei quali abbiamo seminato come non mai. Siamo, è vero, al terzo tempo della Prima Repubblica, all'apogeo del sistema e del regime partitocratico, ma hanno dovuto, pressoché tutti, rendere omaggio, costituire qusi a valori ufficiali della nostra società quelli leberali, anche spesso liberisti e libertari.

Ed è, questa, una contraddizione esplosiva che può divenire mortale per gli assetti di potere faziosi, corporativisti e conservatori, per il vecchio blocco sociale che domina l'Italia da 80 anni con tragici rivolgimenti solo interni e falsi rivoluzionamenti ideali.

Noi non sappiamo se la storia sta consentendo in Italia il prepararsi di una radicale Riforma, di una radicale alternativa di regime e di sistema. Quel che crediamo invece di sapere è che, se questo dovese accadere, se riusciremo a non essere eliminati e annientati in queste settimane, o mesi, dall'irresponsabiltà e dalla corruzione di un popolo e dei suoi attuali governanti, noi ci troveremo nel cuore stesso di quell'evento possibile, e potremo contribuire ad affermarlo e governarlo meglio e più di chiunque altro.

L'attività, fra il 1992 e questi giorni, con il costo complessivo di 12 miliardi circa, è da capogiro: 33 referendum depositati in Corte di Cassazione, 25.100.000 firme raccolte, autenticate, certificate, controllate. Due campagne elettorali-referendarie nazionali per il voto sui 21 referendum, oltre quella in corso. Cinque elezioni nazionali: 3 per il Parlamento ('92-'94-'96); una per il Parlamento europeo, una per i consigli regionali ('95); 12 elezioni locali; 3 suppletive per la Camera dei deputati; una regionale (Sicilia '96); 8 comunali; 67 manifestazioni, 8 convegni, 74 conferenze stampa, le iniziative a sostegno delle campagne nonviolente (8.330 giorni di digiuno), 2 marce nazionali contro tutte le mafie dell'informazione radiotelevisiva ('92) e per la verità sulla Finanziaria '94, una petizione popolare per la messa in stato d'accusa del Presidente Scalfaro, l'iniziativa antiproibizionista in Italia attraverso il Coordinamento Radicale Antiproibizionista (650 milioni).

E v'è un costo grande, che abbiamo affrontato con fatica a volte immensa, ma che è stata anche l'essenza della grande forza democratica, senza confronto possibile, che rappresentiamo. E sono i nostri dibattiti, i processi formativi delle nostre decisioni, gli incontri per più di duemila ore, con quel che esigono di forza per organizzarli.

Fra il 1992 ed oggi, abbiamo tenuto: 5 Congressi transnazionali e 3 assemblee di parlamentari provenienti da 60 paesi diversi, con traduzioni simultanee fino a 7 lingue, 11 Congressi nazionali, 17 riunioni di consigli generali, 35 asemblee e convenzioni nazionali.

Ricordiamolo ancora: noi non abbiamo raschiato il fondo di una botte, né usufruito di sostegni, di rendite parassitarie, di immensi sfruttamenti sindacatocratici, partitocratici, di sottogoverno e di sottopotere, o di immensi patrimoni privati, non abbiamo abusato di strutture pubbliche e parapubbliche.

Siamo stati osteggiati con ferocia da mass media pubblici e privati. Anzi, come abbiamo di già scritto in queste pagine, abbiamo accresciuto anche il grande patrimonio di "imprese", di "averi" (quanto singolari!) del nostro mondo "radicale". Che tutto ciò sia impari a confronto con le necessità che la storia ci impone e le nostre coscienze registrano e valutano non può e - però - non deve assolutamente essere dimenticato. V'è il rischio d'impresa; v'è - per i vivi - il rischio di vita.

Se non si formerà una valanga di solidarietà sapiamo perfettamente d'esser sul punto d'esser spenti, cancellati, sepolti. Per il potere siamo letteralmente insopportabili. O lui o noi. Ognuno scelga. Se non lo fa, sceglie il potere. Faremo il dovuto, accada il possibile.


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