Stato e mercato, una svolta radicale
La pubblicità delle attività e degli atti degli organi dello Stato e degli enti pubblici territoriali è elemento costitutivo della democrazia: essa oggi è, nei fatti, negata. Occorre che immediatamente leggi e stanziamenti intervengano perché le nuove tecnologie diventino costitutive dell'esercizio della democrazia, prima che operino invece per il suo annullamento. Se non verrà garantita - con tutti i mezzi oggi disponibili - la possibilità teorica per ciascuno di avere accesso diretto alle informazioni sui processi decisionali, non si potrà più nemmeno parlare di affermazione dello Stato di diritto.
Risorse ingenti, private e pubbliche, decine, centinaia di migliaia di miliardi devono essere investite nella società dell'informazione, per le infrastrutture e la formazione. Risorse da sottrarre ad altri impieghi sempre meno produttivi o assistenzialistici, frutto anche di una riconversione dei bilanci pubblici, secondo una logica di verifica della qualità che sia affidata al mercato, favorendo una libera concorrenza e impedendo il prevalere di interessi monopolistici: nuovi mercati per un nuovo capitalismo italiano. E' un urgenza politica; esige cioè da subito uno specifico movimento politico.
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