Lettera aperta ad Achille Occhetto e a Francesco Storace
On. Achille Occhetto
On. Francesco Storace
SEDI
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Caro Achille, caro Francesco,
innanzi tutto benvenuti a queste elezioni radicali on line.
Vi siete registrati per sostenere tesi opposte circa la collocazione dei radicali
all'interno dell'uno o dell'altro dei vostri "poli". Onorando così noi e il
nostro dibattito, voi onorate la democrazia, e poiché, come sostengono Marco Pannella ed
Emma Bonino, e i radicali, noi non viviamo in democrazia, ma sotto un regime altro e
diverso, partitocratico, nel momento stesso in cui avete compiuto questo gesto, avete
condiviso il nostro destino di clandestini della politica: siete entrati a far parte di
quello che Emma stessa ha l'altro ieri definito "il genocidio politico culturale in
corso" contro i radicali.
Noi "radicali3000" vorremmo corrispondere alla vostra coraggiosa assunzione di
responsabilità. A nostro avviso, non si tratta solo di decidere se staremo "di qua o
di là". Occorre innanzi tutto e con urgenza ripristinare condizioni di legalità
dell'informazione, senza di che la campagna elettorale prossima ventura - che tutti sanno
essere in realtà già cominciata da un pezzo, al di fuori di qualsiasi regola e diritto -
rischia di essere l'ennesima farsa di una prima repubblica lenta a tirare le cuoia, ma
quanto nociva nei suoi ultimi colpi di coda.
I radicali hanno sperimentato sulla loro pelle il prezzo che la conquista di spazi di
parola verso la gente, verso il paese comporta. L'iniziativa sull'informazione è per noi
anche iniziativa giudiziaria e da anni, in quanto tale, vittima di molta malagiustizia. Ma
è con voi, e con le altre personalità registrate per le elezioni on line, e addirittura
candidate in liste contrapposte, che può, deve riprendere avvio l'iniziativa politica,
"bipartisan", per l'affermazione di legalità, di regole certe, oltreché, come
noi auspichiamo, liberali, sull'informazione e la comunicazione politica.
Il dibattito in corso ci appare però come drammaticamente inadeguato alla realtà.
Non si tratta solo di rivendicare qualche riga in più di commento su queste elezioni on
line, ma di capire, per esempio, perché la morte di Antonio Russo viene
"comunicata" dal TG1 in 20 secondi, o perché la conferenza stampa organizzata
la settimana scorsa dagli europarlamentari radicali sulla guerra in Cecenia viene data
come non avvenuta da gran parte della stampa italiana. Diventerà ancora una volta
necessario, in breve tempo, correre il rischio di "fare un po' di dieta"
radicale per ottenere "qualche secondo" di telegiornale?
Ci permettiamo quindi di sollecitare la vostra riflessione e di invitarvi ad intervenire
direttamente nel dibattito in corso nella "realtà virtuale", dove ancora
l'informazione può circolare libera dagli interessi del regime, per condividere insieme a
noi questo eccezionale esperimento di democrazia telematica.
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I candidati della Lista Radicali3000-Antiproibizionisti sulla scienza, sulla droga, su
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