Italiana

Anche con la neve diciamo no alla droga! Riccione - Comunicati123 (Comunicati Stampa)

Droga Google News - 5 ore 31 min fa

Anche con la neve diciamo no alla droga! Riccione
Comunicati123 (Comunicati Stampa)
Il primo passo per affrontare il mondo della la droga è saperne di più. Spesso i ragazzi fanno uso di droghe per due o tre anni prima che i genitori si accorgano di quanto sta avvenendo. Gli insegnanti non sanno di avere in classe degli scolari che ...

Non mandavano i figli a scuola, i carabinieri denunciano trentasei ... - Lecceprima.it

Droga Google News - 11 ore 1 min fa

Il Quotidiano Italiano

Non mandavano i figli a scuola, i carabinieri denunciano trentasei ...
Lecceprima.it
Il controllo, già partito nei giorni scorsi, utile a tastare il polso su fenomeni quali la dispersione scolastica, il bullismo e la diffusione delle droghe fra gli studenti, aveva già fatto segnare un risultato balzato alle cronache, l'arresto di uno ...
DISPERSIONE SCOLASTICA: DENUNCIATI NEL SALENTO 36 GENITORIAGI - Agenzia Giornalistica Italia
Assenteismo scolastico, bullismo e droga: 36 denunceIl Quotidiano Italiano

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Assenteismo scolastico, bullismo e droga: 36 denunce - Il Quotidiano Italiano

Droga Google News - 11 ore 53 min fa

Il Quotidiano Italiano

Assenteismo scolastico, bullismo e droga: 36 denunce
Il Quotidiano Italiano
... in una intensa quanto complessa attività a largo raggio, organizzata dal Comando di Compagnia, finalizzata al contrasto del fenomeno della “dispersione scolastica”, del “bullismo” e dell'abuso di droghe tra i minori e studenti.

Vietiamo lo zucchero: fa male quanto fumo, alcol e droga - Panorama (Blog)

Droga Google News - 16 ore 40 min fa

Altopascio.info

Vietiamo lo zucchero: fa male quanto fumo, alcol e droga
Panorama (Blog)
In che senso il suo effetto è simile a quello della droga? Il consumo eccessivo di zucchero da un lato fa scattare segnali ormonali che riducono il senso di sazietà (il che porta anche all'obesità) dall'altro ha un effetto sulla dopanima che è simile ...
Zucchero "tossico come il tabacco" La proposta: una tassa ad hocLa Stampa (Blog)

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Bullismo, uso di droghe e codice della strada, gli studenti ... - Telenova Ragusa

Droga Google News - Sab, 02/04/2012 - 08:40

Telenova Ragusa

Bullismo, uso di droghe e codice della strada, gli studenti ...
Telenova Ragusa
La compagnia Carabinieri di Vittoria ha avviato una serie di incontri tra i militari dell'Arma e gli studenti delle scuole medie superiori e inferiori di Vittoria, Comiso, Acate e Chiaramonte. Obiettivo principale degli incontri è quello di sviluppare, ...

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Disintossicarsi dai social network - Mr.Webmaster

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 22:46

PCself

Disintossicarsi dai social network
Mr.Webmaster
Secondo una recente ricerca svolta dai ricatori dell'University of Chicago Booth School of Business, i social network avrebbeo sulla psicologia umana gli stessi effetti di sostanze come le droghe e l'alcol; insomma, chi dice "con Facebook posso ...
Facebook vera droga, più forte di alcol e fumoTecnocino.it

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Dpa. Gonella e Corleone: cambiare dirigenza - ADUC Droghe

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 19:42

Notizie di Radicali Italiani

Dpa. Gonella e Corleone: cambiare dirigenza
ADUC Droghe
Inoltre, dicono 'l'affollamento penitenziario va combattuto non con l'edilizia ma cambiando le leggi sulla recidiva e le droghe. A tal fine e' necessario anche un cambio al dipartimento per le politiche antidroga, il cui attuale capo tanta ...
Carceri, la strage continuaLettera43

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Le dipendenze dipendono da anomalie nel cervello. Studio - ADUC Droghe

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 19:42

Le dipendenze dipendono da anomalie nel cervello. Studio
ADUC Droghe
La dipendenza dalla droga potrebbe essere causata da un'anomalia nel cervello, almeno in parte. Lo sostengono alcuni ricercatori dell'universita' di Cambridge che hanno analizzato le scansioni cerebrali di 50 persone dipendenti dalla cocaina o dal ...

Biglietti San Siro, Cappato: il sistema va cambiato. Ecco le mie proposte

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 19:36
03/02/12

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano

Avevo posto la questione della scarsa trasparenza nella distribuzione dei biglietti omaggio per San Siro appena ho ricevuto i primi biglietti. Nel porre il problema, ho subito provato ad indicare alcune soluzioni.

Ora che si è saputo qualcosa di come sono effettivamente distribuiti i biglietti e anche altri sembrano esserti accorti che c'è qualcosa che non va, ribadisco le mie proposte: primo, far sì che i biglietti siano nominativi e non trasferibili; secondo, rendere pubblica e trasparente sul sito del Comune l'attribuzione; terzo, creare dei criteri precisi di assegnazione sia per le esigenze protocollari che per l'utilizzo "sociale" e benefico dei biglietti; quarto, rinegoziare la convenzione per diminuire il numero di biglietti in cambio di risorse (da destinare ad esempio per attività sportive di giovani  e persone disabili), oppure ottenere la possibilità di rivendere all'asta i biglietti per alimentare un fondo a quei fini dedicato.

Così facendo si darebbe una bella risposta alla città, senza demagogie ma anche senza continuare con cattive pratiche ereditate dal passato.

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Carcere: l’addio di Franco Ionta, l’arrivo di Giuseppe Tamburino. Commento di Rita Bernardini

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 16:43
03/02/12

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale: 

Di una cosa voglio dare atto a Franco Ionta che pure ho sommerso di centinaia di interrogazioni sull’illegale condizione delle carceri italiane. Egli (e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria da lui guidato)  ha sempre agevolato in ogni modo le visite di sindacato ispettivo in qualsiasi istituto penitenziario italiano.

Ricordo non solo le iniziative di visite ispettive di massa di parlamentari dei Ferragosto in carcere, ma anche l’intervento diretto in alcune situazioni, così come l’autorizzazione senza limitazioni che concesse alle telecamere di radioradicale.it di riprendere le condizioni di massimo degrado delle celle detentive di alcuni istituti, filmati poi trasmessi da TV nazionali e regionali. 

Quanto al magistrato Giuseppe Tamburino subentrato a Ionta al DAP, voglio solo augurarmi che da Capo del Dipartimento non frapponga lo stesso muro di gomma di quello che ho dovuto registrare quando gli ho segnalato la totale situazione di illegalità della sezione nuovi giunti del carcere di Regina Coeli descritta con precisione in un’interrogazione parlamentare indirizzata al guardasigilli. Da Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma avrebbe dovuto intervenire immediatamente e, invece, sono passati mesi senza il ben che minimo cenno di riscontro.

Eppure, secondo L’art. 5 del  D.P.R . n. 230 del 30 giugno 2000 “Il magistrato di sorveglianza, nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza, assume, a mezzo di visite e di colloqui e, quando occorre, di visione di documenti, dirette informazioni sullo svolgimento dei vari servizi dell'istituto e sul trattamento dei detenuti e degli internati. Perché non è intervenuto? Avrebbe potuto e dovuto ordinare al Ministero della Giustizia di rimuovere la situazione di vera e propria tortura di detenuti ristretti in meno di due metri quadrati per 23 ore e 40 minuti al giorno, solo per citare le violenze più evidenti.

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Tibet: depositata oggi al Consiglio Regionale del Lazio una mozione sulla drammatica situazione in Tibet firmata da trenta consiglieri di quasi tutti i gruppi politici

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 16:04
03/02/12

Dalla Regione Lazio avviata in tutta Ittalia la campagna "Le regioni italiane per il Tibet", la stessa mozione verrà depositata in tutti i Consigli regionali Italiani.

Su iniziativa dei Consiglieri Rocco Berardo, Lista Bonino Pannella e di Isabella Rauti, Pdl,  rispettivamente  Presidente e Vice Presidente  dell’Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio, è stata depositata oggi una Mozione sulla drammatica situazione in Tibet firmata da trenta consiglieri di quasi tutti i gruppi politici. Il testo della Mozione chiede che vengano attivate in tutte le sedi iniziative contro tutte le forma di violenza contro il popolo tibetano e ad esortare il governo cinese ad avviare subito politiche di dialogo con le autorità civile e religiose tibetane che vivono in esilio. Nella Mozione si chiede di intervenire in tutte le sedi affinchè vengano fornite notizie sulla condizione dei monaci arrestati e portati via da alcuni monasteri e di altri che si sono dati fuoco in questi ultimi mesi per denunciare le gravi oppressioni subite. La Mozione chiede anche che in occasione del 10 marzo venga esposta nella sede della Regione Lazio la bandiera del Tibet.

 

Dichiarazione di Rocco Berardo,  Presidente dell’Intergruppo sul Tibet al Consiglio Regionale del Lazio:

“Con questa iniziativa è partita oggi dall’Intergruppo sul Tibet del Consiglio Regionale del Lazio  la campagna “Le Regioni italiane per il Tibet” che prevede il deposito della stessa Mozione in tutti i Consigli Regionali italiani con richiesta di esporre la bandiera del Tibet in tutte le sedi regionali d’Italia. Il prossimo 9 marzo è previsto un convegno nazionale che vedrà la partecipazione della Comunità tibetana in Italia e di tutte le Associazioni pro-Tibet, con la partecipazione dei Consiglieri che hanno depositato la Mozione nei rispettivi consigli Regionali.   Sabato 10 marzo, in occasione del 53° Anniversario dell’insurrezione di Lhasa, è previsto un sit-in nonviolento davanti alla sede dell’Ambasciata cinese di Roma.  Ringrazio tutti i consiglieri regionali che hanno aderito a questa importante iniziativa per sostenere il popolo tibetano e mi auguro che la Mozione venga calendarizzata dal Consiglio regionale al più presto”.

 
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Droga: costringe familiari a lasciare casa, arrestato - ANSA.it

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 15:19

CronacaLive

Droga: costringe familiari a lasciare casa, arrestato
ANSA.it
A causa della dipendenza dalle droghe, il giovane aveva iniziato a rovinare l'esistenza anche alla sua famiglia: madre, padre, fratello e nonna di 84 anni picchiati, minacciati, derubati dei soldi per acquistare lo stupefacente.(ANSA).
Minacce alla nonna di 84 anni per avere la droga e costringe i ...CronacaLive
Minaccia e maltratta i familiari: 31enne li costringe a lasciare casaIl Gazzettino

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Ritardo pagamenti imprese. Beltrandi sospende il digiuno. L’adesione dell’on. Giuseppe Moles (PdL)

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 15:10
03/02/12

In seguito a un impegno del Governo per quel che riguarda la questione dei ritardi nei pagamenti alle piccole e medie imprese e ai professionisti da parte della Pubblica Amministrazione, Marco Beltrandi, che aveva iniziato undici giorni fa uno sciopero della fame, ha annunciato per il momento di sospenderlo.

Ieri il parlamentare Giuseppe Moles, del PdL gli aveva comunicato di aderire all’iniziativa, condividendone gli obiettivi:

“Dalla mezzanotte di oggi anche io, come tanti imprenditori in Italia, ho iniziato uno sciopero della fame di 24 ore come testimonianza di protesta contro i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti di professionisti e piccole e medie imprese. Ho sottoscritto anche io 3 anni fa (come altri 80 deputati di tutti i gruppi parlamentari) la Proposta di Legge a prima firma Beltrandi proprio per far si che ogni giorno imprese competitive non chiudano strozzate dai crediti non riscossi dalla P.A.. Ritengo ormai improrogabile che il governo dia soluzione alla questione dei diritti negati per i ritardi di pagamenti: ad oggi l'esposizione della P.A. Nei confronti delle imprese è pari a 90 miliardi di euro e le imprese attendono tempi biblici per avere quanto dovuto, il governo Monti ha stanziato solo 5,7 miliardi dei 90 dovuti, e il nuovo testo dell'art 14 della legge comunitaria non risolve ma rimanda di mesi il problema. La certezza del diritto si fonda sul principio che i patti devono essere rispettati: quale credibilità può avere uno stato se non è leale e non rispetta i patti?”.

Sempre nella giornata di ieri, Beltrandi è intervenuto alla Camera, ricordando che oltre a lui erano in sciopero della fame anche numerosi imprenditori. Beltrandi ha ricordato che “…c'è una proposta di legge di tre anni fa che è stata presentata insieme al collega Antonio Misiani del Partito Democratico che è stata sottoscritta da 80 parlamentari di tutti i gruppi, eccetto la Lega Nord Padania, ma in questi tre anni fra interpellanze, appelli non si è praticamente addivenuto a nulla. Ora, a fronte di tutto questo e a fronte della censura pressoché totale, eccetto di “Radio Radicale”, su questa battaglia politica in corso, cosa abbiamo? Abbiamo l'articolo 14 nella nuova formulazione che è stata sottoposta stamattina al nostro esame. Devo dire che, certo, noi voteremo questo articolo 14 perché sicuramente, rispetto al nulla che si stava profilando ieri, rappresenta comunque un passo avanti; però, devo anche dire una cosa: si parla di sei mesi, almeno sei mesi più altri 40 giorni, così leggo. Fra sei mesi e 40 giorni, o non so cosa, non so quante imprese nel frattempo avranno chiuso, quanti operai saranno stati licenziati e il danno che avremo arrecato all'economia di questo Paese e anche ai conti pubblici”.

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Articolo 18, De Lucia e Pannella: il governo tolga ogni alibi ai sindacati e alla confindustria e faccia propria la proposta di legge radicale per una moratoria dell’articolo 18 per i nuovi assunti nelle imprese fino a trenta dipendenti

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 13:43
03/02/12

Proponiamo misure per consentire alle imprese di aumentare le assunzioni, non i licenziamenti. 

Dichiarazione di Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani, e di Marco Pannella: 
 
Sull’articolo 18 continua a riproporsi il solito muro-contro-muro ideologico a colpi di veti incrociati, che rischia di tradursi solo in maggiori e forse disastrose tensioni, o nel solito nulla di fatto. Entrambe le cose lascerebbero irrisolto uno dei problemi principali che riguardano il lavoro in Italia.

Proponiamo al governo, con urgenza, di fermarsi e di cambiare, pragmaticamente, metodo: tolga ogni alibi ai sindacati e alla Confindustria, e faccia propria la proposta di legge presentata già lo scorso anno dai deputati Radicali (primo firmatario Marco Beltrandi), che prevede una moratoria triennale dell’articolo 18 per i nuovi assunti nelle imprese fino a 30 dipendenti, con monitoraggio costante e relazione annuale al Parlamento sull’attuazione del provvedimento.

A nostro avviso, in questo modo si ridurrebbe il lavoro nero e i titolari delle imprese oggi fino a 15 dipendenti sarebbero incoraggiati ad assumere nuove persone, senza il timore di contrarre un matrimonio indissolubile, e le piccole imprese italiane avrebbero maggiori possibilità di crescita.

Quella che proponiamo, laicamente, è una misura per consentire alle imprese di aumentare le assunzioni, non i licenziamenti: si metta alla prova la nostra proposta e si verifichi nei fatti se, come pensiamo, questa riforma consentirà di creare nuovi, preziosissimi posti di lavoro.

Roma, 3 febbraio 2011

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Depositata anche in Puglia una proposta di legge sulla Cannabis terapeutica. Se ne discuta, i malati non possono aspettare

Libertà di ricerca - Ven, 02/03/2012 - 13:42

L’Associazione Luca Coscioni apprende con soddisfazione dell'avvenuto deposito di una nuova proposta di legge regionale presso il consiglio regionale della Puglia a prima firma del Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà , Pino Lonigro, per facilitare il reperimento dei farmaci cannabinoidi .
Speriamo – afferma Andrea Trisciuoglio, membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni - che questo deposito sia seguito da un diffuso e continuativo impegno per la di discussione e approvazione della proposta di legge che sostanzialmente riprende quella che come associazione proponiamo in tutti i consigli regionali d'Italia.
Auspichiamo, quindi, che si realizzi, anche in Puglia, che già meritoriamente aveva trattato del tema con la delibera 308 del 2010, una più ampia comunione di intenti tra le forze politiche affinché si possa incardinare subito in commissione un tema, quello dell’utilizzo della cannabis come farmaco terapeutico, che seppur pacifico in campo medico incontra ancora incredibili ostacoli burocratici e “culturali”. Numerosi derivati naturali o di sintesi della cannabis hanno proprietà terapeutiche riconosciute per molte patologie tanto da risultare inseriti, fin dal 2007, nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica.


A differenza della Delibera 308 che indica tra i medici prescrittori solo il neurologo, l'oncologo e il medico per la terapia del dolore (limitando l'accesso a chi ha altre patologie come il glaucoma o l'HIV), la proposta di legge depositata è molto più vicina alle necessità dei pazienti, indicando anche il medico curante tra i prescrittori.
E’ proprio a queste limitazioni normative che vuole rispondere il progetto di legge scritto in collaborazione con le associazioni "Pazienti impazienti cannabis", "Luca Coscioni" e "Cannabis terapeutica", depositato presso il Consiglio regionale della Puglia. Il testo depositato da Sinistra Ecologia e Libertà è il medesimo di una campagna nazionale delle suddette associazioni perché in tutte le Regioni si abbia una disciplina omogenea. La proposta di legge regionale è stata già depositata nel Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

 

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Discoteca per ragazzi nel salone parrocchiale dei Santi Medici di ... - BrindisiSera

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 12:46

BrindisiSera

Discoteca per ragazzi nel salone parrocchiale dei Santi Medici di ...
BrindisiSera
Niente alcol, nè droghe. No allo sballo ma sì al ballo. Nasce così l'idea di una serata di discoteca per ragazzi, nel salone parrocchiale dei Santi Medici di Ostuni, capace di promuovere «momenti di incontro, aggregazione e divertimento con la musica e ...

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Continua il tour della monnezza: "Per andare là...dove nessuno è mai giunto prima"

Radicali.it - Ven, 02/03/2012 - 12:40
03/02/12

Bolognetti sul nuovo ciclo dei rifiuti: "mani della partitocrazia e delle ecomafie"

da Il Quotidiano della Basilicata, 3 febbraio

di Maurizio Bolognetti

La presenza di toluene nella discarica di Carpineto fa supporre che anche a Lauria potrebbe essersi replicato il modello Tricarico. Come molti ricorderanno, nel comune che diede i natali a Rocco Scotellaro, governato a giorni alterni dal sindaco Antonio Melfi, il 30 aprile del 2009 i Carabinieri del Noe accertarono che, grazie a falsi certificati analitici, erano stati smaltiti nella locale discarica di Rsu rifiuti pericolosi provenienti da una conceria di Avellino. Il toluene, come è noto, è un idrocarburo aromatico cancerogeno e la sua presenza in una discarica di rifiuti solidi urbani fa nascere cattivi pensieri difficili da scacciare.

Di certo vicende come quella di Tricarico e Carpineto maturano in una realtà dove da troppo tempo non si riesce a far decollare la raccolta differenziata. Discariche e inceneritori, inceneritori e discariche. Di tutta evidenza, in Basilicata  la raccolta differenziata fino ad oggi è stata stritolata dalla lobby “tecnologica” degli inceneritori e da quella “arcaica” delle discariche. Eppure, già negli anni ’90 L’UE invitava gli stati membri a perseguire il trinomio virtuoso prevenzione-differenziata-riciclaggio. E se il decreto Ronchi(1997) prevedeva che entro il 2003 si raggiungesse il 35% di differenziata e il Codice dell’Ambiente(D.LGS 152/2006) che si arrivasse al 65% entro il 2012, va da sè che la Lucania fenix, attestata intorno al 15%, è lontanissima dall’obiettivo e da una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti.

Sul ponte di comando della monnezzopoli lucana, il comandate Kirk sta per esplorare nuovi mondi “per andare là dove nessuno è mai giunto prima”. La rampa di partenza è la stazione di trasferenza di Tito scalo: una sorta di mega parcheggio per sacchetti in attesa di smaltimento.

Vedere le strade di un capoluogo di regione, che vanta meno abitanti del quartiere Arenella di Napoli, invase dai rifiuti dovrebbe far riflettere sulla cronaca di un fallimento più volte annunciato e verrebbe da dire scientificamente perseguito.

Intanto, l’osservatorio regionale dei rifiuti osserva e riprende il tour della monnezza con tappa d’obbligo presso l’inceneritore della EDF, che per mantenere fede al suo nome è risorto da un’inchiesta che vede sul banco degli imputati 5 suoi dirigenti.

L’osservatorio osserva, i rifiuti si accumulano nelle strade di potenza e nel Piano d’azione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio si manifesta l’intenzione di aprire due nuovi inceneritori, in una regione che ha la più bassa produzione procapite di rifiuti. Basti pensare che la produzione procapite in provincia di Potenza è di 1,01 kg al giorno, a fronte di una media nazionale che fa registrare un 1,45 e una media del Mezzogiorno pari a 1,35 kg.

Nuovi inceneritori, nuove discariche, impianti di produzione di CDR, il tutto in barba all’art.4  della Direttiva CE 2006/12 che recita: “Gli stati membri adottano le misure necessarie ad assicurare che i rifiuti siano recuperati e smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo.”

E questo per non citare la direttiva 2008/98/CE, nella quale si afferma che gli stati membri non dovrebbero promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l’incenerimento, ma operare in linea con la gerarchia dei rifiuti e con l’obiettivo di realizzare la società del riciclaggio.

Per l’ennesima volta invitiamo i vertici della Regione e delle Province lucane a riflettere su una gestione del pianeta rifiuti per niente virtuosa. Occorre una rapida inversione di rotta basata sulla strategia delle “5 R”: Riduzione, Riuso, Riparazione, Riciclo, Ricerca. Se così sarà, di certo riusciremo a garantire un ambiente meno inquinato e in un futuro prossimo una Tarsu più leggera.

Si tratta di scegliere: da un lato la legalità che vive nel rispetto delle direttive dell’Unione e delle leggi della Repubblica; dall’altro gli affari più o meno leciti, più o meno illeciti, che arricchiscono pochi e inquinano molti. 

Approfondimenti

Bolognetti: temo smaltimenti illeciti (Nuova del Sud, 3 febbraio)

Radicali intervengono su questione rifiuti (La Siritide, 2 febbraio)

Zamparutti chiede se saranno realizzati due termovalorizzatori (Lucaniatv, 2 febbraio)

Bolognetti(Radicali) su gestione ciclo rifiuti (Basilicatanet, 2 febbraio)

 

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Linee guida legge 40: illegittima la delibera della Giunta regionale della Campania. Interrogazione del consigliere di Sel Mucciolo.

Libertà di ricerca - Ven, 02/03/2012 - 11:22

La giunta regionale della Campania, lo scorso dicembre, ha deciso che dalla commissione che dovrà elaborare le nuove linee guida regionali sull’applicazione della legge 40/2004, che norma la procreazione medicalmente assistita, debbano essere esclusi i rappresentanti dei centri privati di fecondazione assistita, inserendo nella commissione i soli rappresentanti dei centri pubblici e altre figure. Nella delibera di giunta non vengono riportate le motivazioni di tale esclusione.
Ci chiediamo su quale base la giunta Caldoro abbia messo in atto questa estromissione?
Su base medico-scientifica? No di certo, in quanto gli specialisti nel privato non sono da meno in quanto a capacità rispetto a quelli che lavorano nelle strutture pubbliche. Lo testimoniano i risultati seguiti alla Circolare Degan del 1985 che stabiliva che alcune tecniche di fecondazione assistita potessero essere effettuate solo nel privato per offrire maggiori chance alle coppie che desideravano un figlio. Ricordiamo, a proposito, che in Campania ci sono 40 centri di fecondazione assistita, di cui 31 privati e 9 pubblici.


Oggi, dunque, la decisione della giunta Campana appare atipica, immotivata e lesiva del diritto di accesso alle cure da parte dei cittadini perché esclude dalla commissione professionisti che potrebbero certamente portare un beneficio alla redazione del nuovo testo delle linee guida regionali, a favore della collettività.
Non vorremmo pensare che tale esclusione derivi da decisione di matrice politica, per favorire il pubblico al posto del privato, per favorire cioè le nomine politiche dei dirigenti dei centri pubblici, per favorire l’ingerenza in materia sanitaria da parte di una amministrazione che dovrebbe essere disinteressata alle nomine dirette ma interessata a quelle meritocratiche e alla salute dei cittadini campani.
Si delineano per questo, inoltre, profili di illegittimità della delibera per eccesso di potere.
Insieme al Consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà Gennaro Mucciolo che ha depositato su nostra istanza una interrogazione regionale abbiamo dunque evidenziato alla giunta regionale tale esclusione dal tavolo tecnico, chiedendo anche una motivazione con l’integrazione nella stessa commissione dei centri privati.

 

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Sei arresti, dieci segnalazioni - La Repubblica

Droga Google News - Ven, 02/03/2012 - 11:10

La Repubblica

Sei arresti, dieci segnalazioni
La Repubblica
Tra le droghe sequestrate il rivotril e il metadone. I militari dell'Arma hanno avviato indagini per individuare il canale di approvvigionamento delle due sostanze. Sei arresti , dieci segnalazioni.

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Finalmente via gli Opg, ma il difficile viene ora

Libertà di ricerca - Ven, 02/03/2012 - 11:07

 La decisione non può, evidentemente, che rallegrare: entro, e non oltre, il 31 marzo del prossimo anno tutti gli Ospedali psichiatrici giudiziari in Italia saranno chiusi. I detenuti, 1500 persone circa, saranno trasferiti in centri, finalmente, adeguati alla cura delle patologie che li affliggono. Avrà così finalmente fine quello che il presidente della repubblica Napolitano ha definito «l`estremo orrore dei residui Opg, inconcepibile in qualsiasi paese appena civile».

Gli Opg sono un luogo di indicibile sofferenza. Nel corso delle mie visite ispettive sono venuta a conoscenza di una quantità di storie penose e atroci: un uomo di 58 anni, rinchiuso da otto nell`Opg di Aversa, che con un lenzuolo si impicca; aveva saputo che la sua pena era stata prorogata ancora una volta e che, nonostante da tempo fosse stato giudicato non più "socialmente pericoloso", sarebbe rimasto rinchiuso lo stesso; un altro caso, quello di M., 30 anni: nel 2004 è arrestato per aver guidato contromano con il motorino. Finito in un Opg, di proroga in proroga sono passati sei anni.

 

La questione, insomma, non può essere risolta con un mero tratto di penna, non è sufficiente stabilire che quello che è stato non deve più essere, e pensare che il problema si risolva da sé. È vero: per troppo tempo gli Opg sono stati un territorio dimenticato in cui ogni dignità è annullata. Il parlamento ha fatto un importante passo verso la chiusura; ma ora?
Esperti e personale sanitario che ho consultato per la realizzazione del mio Matti in Libertà. L`inganno della legge Basaglia, unanimi mi hanno detto che per circa il 40 per cento degli internati la pericolosità sociale non c`è, potrebbero uscire. Il problema è che i magistrati di sorveglianza
non sanno dove mandarli; per questo prorogano all`infinito la loro permanenza. Manca, insomma, quella rete di assistenza e sostegno indispensabile perché il malato non si trovi abbandonato a se stesso. Si pensa, si ipotizzano strutture territoriali a carico del Sistema sanitario nazionale. Con quali risorse, energie, mezzi? Il rischio che pavento, è quello di una replica di quanto avvenne alla fine degli anni `70, quando si varò frettolosamente quella che poi è diventata per tutti la "legge Basaglia", unicamente per evitare il referendum radicale con il quale si intendevano abrogare alcune parti della vecchia legge manicomiale del 1904. Una "riforma" che lo stesso Basaglia criticò duramente: «Attenzione alle facili euforie. Non si deve credere di aver trovato la panacea a tutti i problemi del malato di mente... Negli ospedali ci sarà sempre il pericolo dei reparti speciali, del perpetuarsi d`una visione segregante ed emarginante...»; aveva ben presente che - lo diceva nel 1978 - era necessario lottare per superare i «tanti aspetti farraginosi, ambigui, contraddittori di questa legge perché siano portati alla ribalta e corretti». E ci metteva in guarda dal fatto che un episodio drammatico, un comportamento di estrema violenza di un malato, enfatizzato (e magari strumentalizzato) dalla stampa, poteva farci riprecipitare indietro, azzerare tutto il buono che si è riusciti a fare finora. Occorre, insomma, trovare dei contravveleni alle mille speculazioni che non si mancherà di porre in essere.
Psichiatria Democratica, che da sempre si batte per il superamento di queste istituzioni, attraverso i suoi dirigenti, Luigi Attenasio, Cesare Bondioli ed Emilio Lupo ci mette in guardia dai facili entusiasmi. Non ci si nasconde che la nuova fase è l`inizio di un percorso non privo di difficoltà e ostacoli; forti dell`esperienza maturata elencano punti che ritengono indispensabili:
1) Individuare nella Conferenza stato-regioni il fulcro ed il punto di raccordo dove incardinare i program- mi operativi degli attuali sei Opg da chiudere. 2) Assicurare risorse economiche
certe, stabilizzando in bilancio anche i fondi erogati dal ministro della salute e quelli provenienti dal ministero di giustizia, vincolando parte delle attuali risorse della Cassa ammende. 3) Assicurare il ruolo centrale dei D.s.m. territoriali, nel definire e attuare i progetti individualizzati di dimissione per ciascuna persona internata, coinvolgendo famiglie, istituzioni, enti locali.
Non solo. Elenco alcuni "nodi" che attendono di essere sciolti. a) Occorre metter mano a una riforma degli articoli del codice penale e di procedura penale che si riferiscono ai concetti di pericolosità sociale del "folle reo, di incapacità e di non imputabilità", che determinano il percorso di invio agli Opg, e quindi, d`ora in poi, l`invio alle nuove "residenze psichiatriche". Residenze non meglio qualificate, il cui numero dovrà stabilito dalle regioni (sulla base di quali criteri?). b) È fin troppo facile prevedere la moltiplicazione di queste residenze, ciascuna delle quali doveva essere inizialmente dotata di 20 posti letto: numero poi scomparso, in sede di definitiva approvazione del decreto in aula. L`allestimento di "nuove residenze psichiatriche", che si potranno supporre più appropriate sotto il profilo logistico, e più assistite sotto il profilo sanitario, legittimerà le varie istanze sanitarie e giudiziarie ad abbassare la soglia di accesso ai nuovi surrogati degli Opg. E mentre è facile prevedere un notevole aumento del numero degli internamenti, nulla garantisce che l`abnorme sistema di proroghe delle misure di sicurezza, attualmente utilizzato, venga a cessare. c) La proliferazione di residenze ad alta sorveglianza, dichiaratamente sanitarie, riconsegna agli psichiatri la responsabilità della custodia, ricostruendo in concreto il nesso cura-custodia, e quindi responsabilità penale del curante-custode. d) Si continua a non stabilire garanzia alcuna per l`internato, a differenza del regime carcerario, in cui quantomeno una serie di garanzie per i detenuti - in primis la certezza di fine pena - esistono in misura molto articolata. In altre parole, si rifondano nel 2012 misure specifiche per i "folli rei": da un lato si ribadisce un nesso inaccettabile, riproponendo uno stigma di carattere generale; dall`altro ci si collega a sistemi di sorveglianza e gestione esclusiva da parte degli psichiatri, ricostituendo in queste strutture tutte le caratteristiche dei manicomi.
Il ministro della giustizia Severino ha assicurato che i malati socialmente pericolosi non saranno lasciati liberi mentre quelli non particolarmente pericolosi saranno sorvegliati discretamente da agenti penitenziari e da infermieri. Bisogna però uscire dal vago, definire percorsi, risorse, mezzi. Troppe volte abbiamo visto ambiziose riforme naufragare per la mancata attuazione delle necessarie strutture.

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Categorie: Italiana
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