La libera rivista di politica transnazionale e di iniziativa radicale «Diritto e Libertà», diretta da Mariano Giustino, presenta a Roma il suo 18° numero dedicato alla figura e all’opera di Aldo Capitini. Le pagine della rivista intitolata «Aldo Capitini. Un nuovo tempo e un nuovo spazio nell’apertura alla realtà di tutti» includono anche la pubblicazione, curata da Andrea Maori, degli Atti del Convegno svoltosi a Perugia a quarant’anni dalla scomparsa del filosofo umbro. Il dibattito di presentazione, che si svolgerà giovedì 15 luglio alle ore 16:30, presso la Camera dei Deputati, a Palazzo Marini, nella Sala delle Colonne, in via Poli 19, vedrà la partecipazione tra gli altri di Angiolo Bandinelli, Marco Pannella, Gianfranco Spadaccia e gli studiosi capitiniani Andrea Maori, Mario Martini e Francesco Pullia. È possibile annunciare la propria partecipazione al numero 335.6801258 o tramite e-mail a redazione@dirittoeliberta.it. Camera dei DeputatiPalazzo Marini, Sala delle Colonne Roma, Via Poli 19 Giovedì 15 luglio, ore 16:30 Conferenza-dibattito di presentazione del 18° numero di «Diritto e Libertà» ALDO CAPITINI Un nuovo tempo e un nuovo spazio nell’apertura alla realtà di tutti Interverranno: Angiolo Bandinelli, scrittore, opinionista, già parlamentare radicaleFerdinando Cordova, ordinario di Storia contemporanea, Università di Roma La SapienzaAndrea Maori, archivista, curatore Atti del Convegno Aldo CapitiniMario Martini, docente di Filosofia morale Università di PerugiaMarco Pannella, presidente del Senato del Nonviolent Radical Party Francesco Pullia, studioso capitiniano, direzione Radicali ItalianiGianfranco Spadaccia, già parlamentare radicale, direzione Radicali Italiani Presiede:Mariano Giustino, direttore di «Diritto e Libertà» Per informazioni: redazione@dirittoeliberta.it; tel. 335.6801258
Mercoledì 14 luglio 2010, ore 21.00Caffè della Corte Corte InsolaniBologna In occasione della presentazione del n. 105 diQuaderni Radicali "Partitocrazia senza partiti"Incontro/Dibattito intervengono Gianfranco Pasquino(Professore ordinario di Scienza Politica) Giuseppe Rippa(direttore di Quaderni Radicalie Agenzia Radicale) modera Zeno Gobetti(Comitato nazionale Radicali Italiani) Quaderni Radicali Agenzia RadicalePiazza del Parlamento, 14 - 00186 Romatel. 0645494637 - fax 0645496591http://www.quaderniradicali.com/ / http://www.agenziaradicale.com/ redazione@quaderniradicali.com / redazione@agenziaradicale.com
Invito dell’Associazione Radicale Certi Diritti alla Conferenza: Prostituzione: il fallimento delle politiche proibizioniste.Le proposte di regolamentazione. Lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione Mercoledì 14 luglio – ore 15.00-18,30 presso la sede del Partito Radicale,Via di Torre Argentina 76, Roma Il fenomeno della prostituzione in Italia coinvolge centinaia di migliaia di persone tra prostitute/i, clienti, bande criminali, schiave sfruttate, forze dell’ordine, magistratura, avvocati, politici, cittadini comuni, famiglie eccetera. Il mercato nero della prostituzione produce un giro d’affari di proporzioni enormi, alimentato dalle politiche proibizioniste e criminogene promosse ovunque nel paese in ambito locale, con iniziative demagogiche e populiste assai spesso stupide, ridicole e del tutto inutili, oltre che violente e gravemente lesive nei confronti delle persone. La lotta alla tratta delle persone e al loro sfruttamento necessita di maggiori risorse e di un approccio politico completamente nuovo e alternativo. L’antiproibizionismo e la regolamentazione della prostituzione sono la risposta necessaria per governare il fenomeno, contro l’illegalità diffusa, le ipocrisie e i tabù che sempre più si affermano nella società e nelle istituzioni italiane. Presiede e modera:Sergio Rovasio – Segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti Interventi di:Donatella Poretti - Senatrice Radicale-PD;Giuseppe Rossodivita - Avvocato, Presidente Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio;Marco Bufo - Responsabile interventi nazionali e transnazionali sulla tratta e sulla prostituzione - Associazione On the RoadEmanuela Costa - Associazione Le Graziose, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Genova;Lucio Malan - Senatore PDL;Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani;Monica Del Bono – Presidente ‘La Strega da Bruciare’, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Roma;Jean Baptiste Poquelin, studente, Coordinatore Gruppo di Roma di Certi Diritti;Leila Deianis - Presidente Associazione Libellula, Roma;Alessandro Gerardi – Avvocato, Membro della Direzione di Radicali Italiani, Tesoriere Associazione Radicale Divorzio breve;
Dichiarazione di Matteo Mecacci e Maurizio Turco, Deputati RadicaliLa Risoluzione approvata oggi dalla Camera sul Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2010 segna l'ennesima involuzione della politica estera italiana di cui il Parlamento non sembra essersi accorto. Infatti, la Risoluzione a prima firma Pescante e condivisa da tutti i Gruppi, esclude per la prima volta tra le priorità che l'Italia chiede alla Commissione UE in materia di allargamento, quella di proseguire e intensificare i negoziati per la piena adesione della Turchia all'Unione Europea.Si tratta dell'ennesima concessione alla Lega Nord che contraddice anni di politica estera ufficiale dell'Italia e che non può passera sotto silenzio. Spiace anche constatare che gli altri gruppi parlamentari che, a differenza della Lega, sostengono l'ingresso pieno della Turchia nell'UE, non si siano accorti, o abbiano deciso di ignorare, questo fatto politico nuovo nella politica estera del nostro paese. Per queste ragioni la Delegazione Radicale si è astenuta sulla Risoluzione
Dichiarazione dell’Avv. Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei e membro della Direzione Nazionale di Radicali ItalianiLa lettura dell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, lascia francamente sgomenti. Al di là della vicenda penale e del suo merito, sul quale, come si usa dire, si pronuncerà la magistratura nell’ambito del processo penale, lo sconcerto e lo sgomento emerge per quella che nei giorni scorsi è stata definita dai vertici dell’ANM “la questione morale” all’interno della magistratura stessa, ma direi, all’interno delle istituzioni tutte.Se le telefonate che sono state riportate nell’ordinanza sono vere – se fossero false o manipolate è evidente che i problemi sarebbero di altro tipo - il Presidente della Suprema Corte di Cassazione dott. Vincenzo Carbone si deve immediatamente dimettere, se le telefonate che sono riportate nell’ordinanza sono vere il Presidente della Corte di Appello di Milano dott. Alfonso Marra si deve immediatamente dimettere, se le telefonate riportate nell’ordinanza sono vere il Presidente della Regione Lombardia Formigoni si deve immediatamente dimettere.Non è più possibile avere fiducia in così alte istituzioni dello Stato che si adoperano per fissare prima i ricorsi che interessano “agli amici”, mentre quelli degli altri cittadini periscono per anni nelle stanze della Corte; non è più possibile avere fiducia in magistrati che, anziché reagire stizziti, palesemente accettano appoggi esterni, veri o millantati che siano, da persone che chiaramente agiscono in termini spregiudicati per supportare la propria candidatura in un ruolo Istituzionale di così alta responsabilità e prestigio quale quello di Presidente della Corte di Appello di Milano; non è più possibile avere fiducia in magistrati che danno giudizi fuori dal procedimento sul merito di un ricorso, che chiamano per dire a discutibili interlocutori di andarli a trovare la mattina seguente nel proprio ufficio per parlare ‘a voce’; che chiamano direttamente per comunicare l’esito del procedimento ‘negativo’ e confermare che sempre ‘a voce’ verranno spiegate le ragioni – ci provasse qualsiasi cittadino ad avere rapporti di questo tipo con il Presidente della Corte di Appello di Milano o di Roma o di qualunque altro capoluogo! -; non è più possibile avere fiducia in un Presidente di Regione, uscente, candidato e poi rieletto, che ritiene, pur di vincere una causa, di doversi affidare a loschi manovratori per contattare i giudici, anziché di rivolgersi ai soli avvocati avendo fiducia nelle proprie ragioni, nella legge e nella magistratura, come si pretende sia fatto da parte di qualsiasi cittadino.Non interessa la rilevanza penale di questi comportamenti, quello che interessa è che tale degrado della cultura istituzionale il nostro Paese non lo merita proprio.
Inquinamento e rifiuti: I radicali e la malapolitica (Nuova del Sud, 13 luglio)"La Basilicata avvelenata" (Nuova del Sud, 13 luglio 2010)Ecco la Basilicata avvelenata (Il Quotidiano della Basilicata, 13 luglio)Ambiente: Un dossier sui veleni industriali della regione (Gazzetta del Mezzogiorno, 13 luglio 2010)ApprofondimentiConferenza stampa, 12 luglio 2010Infomaurizio.bolognetti@gmail.com 3397467366
Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai Roma, 13 luglio 2010. “Mi auguro che sia ancora possibile - in queste ore - scongiurare la rimozione annunciata di Corradino Mineo dalla Direzione di Rainews, come partita di un ennesimo – e ancora più sfacciato del solito – giro di poltrone lottizzatorio, in cui sembrano decisive solo le appartenenze politiche, e non il merito e la professionalità dimostrate sul campo, magari – come ha fatto Mineo in questi anni – battendo con sempre maggior frequenza Sky 24, malgrado una disparità di mezzi imbarazzante per la Rai.Oltre all’ennesimo danno al diritto dei cittadini ad essere informati con equilibrio persino da una Rai sempre più in ferie (pagate dai contribuenti)negli approfondimenti informativi, sono certo che si determinerà anche un consistente danno economico, dato il prevedibile, ennesimo (ed inevitabile) intervento giudiziario che non potrà che accertare il dato discriminatorio di tale eventuale rimozione.Faccio un appello perché chiunque in sia in grado di intervenire lo faccia, per scongiurare questo ennesimo naufragio annunciato del servizio pubblico.”
Dichiarazione di Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani): La sentenza del Consiglio di Stato n. 3212/01 sulle elezioni regionali del Molise del 2000 costituisce un pesante precedente che deve essere attentamente valutato. Anche perché, ricordiamolo, si tratta di un caso inverso rispetto ai ricorsi su cui il TAR Piemonte deciderà dopodomani: in Molise, il 16 aprile 2000, aveva vinto, con soli 930 voti di scarto, il candidato del centro-sinistra. Il centro-destra fece ricorso, sia il TAR che il Consiglio di Stato gli diedero ragione, nel 2001 si rivotò e vinse il candidato del centro-destra. Il cavallo di battaglia degli avvocati di Cota è stato quello che i ricorsi sono stati presentati fuori tempo massimo; il termine di trenta giorni non poteva decorrere dalla data di proclamazione degli eletti, ma doveva decorrere dalla data delle elezioni o, addirittura, potevano solamente essere promossi al momento di presentazione delle liste nei tribunali, prima della campagna elettorale. Fu la stessa contestazione mossa dagli avvocati del centrosinistra molisano dieci anni fa. Il Consiglio di Stato bocciò tale obiezione: “… vige il principio secondo il quale ogni impugnazione va rivolta contro l’atto di proclamazione degli eletti, e comunque il termine per la proposizione del ricorso – qualunque sia l’oggetto dell’impugnativa – inizia a decorrere dalla data della proclamazione (Consiglio Stato sez, V, 31 luglio 1998, n. 1149 e 10 marzo 1998, n. 282) …”. E ancora: “La partecipazione di liste, che avrebbero dovuto essere escluse, ha inciso infatti sull’esito elettorale in termini che non sono esattamente individuabili. Si rende quindi necessaria la rinnovazione del procedimento elettorale ... Esattamente il TAR ha osservato che, nella specie, la partecipazione delle liste ha determinato uno squilibrio ed una turbativa, anche in considerazione del fatto che lo scarto dei voti tra i due raggruppamenti è inferiore a mille voti e che una diversa configurazione dello scenario politico avrebbe potuto determinare esiti diversi da quelli registrati...”. Sembrano parole scritte non già per il Molise ma per fotografare la situazione piemontese: ciascuna delle liste contestate (“Pensionati per Cota” di Giovine, “Verdi-Verdi”, “Centro per Scanderebech”) è stata determinante per la vittoria, di strettissima misura (poco più di 9.000 voti) di Cota. Giustamente il segretario regionale del PD, Gianfranco Morgando, parla di “truffa” ai danni di tutti i cittadini elettori piemontesi. L’unico modo per sanare la truffa è tornare a votare, questa volta nel pieno rispetto delle regole e delle leggi elettorali. N. B. La sentenza del Consiglio di Stato n. 321/01 è disponibile integralmente a questo link: www.diritto.it/sentenze/magistratamm/sentenza3212_2001.html
La Commissione Consiliare “Statuto” che continuativamente ignorava ed evitava l’argomentoreferendum, occupandosi di altro, anche del sesso degli angeli, pur di evitare con cura di occuparsidella vicenda, impedendo così in ogni modo l’audizione al Comitato Referendario. Però, pare che,qualcosa cominci a muoversi sul fronte dell'attuazione del referendum comunale a seguitosoprattutto del presidio nonviolento organizzato dai Radicali dell' Associazione “MaurizioProvenza” davanti a Palazzo di Città mentre era in corso l’ultima seduta della Commissione “Statuto”.Il Presidente Buonaiuto, dopo avere ripetutamente ignorato i richiami radicali alla legalitàistituzionale ed alla necessità di approvare il regolamento utile a consentire ai cittadini l'esercizio del diritto di voto sui referendum comunali, ha raggiunto il presidio radicale e comunicato il suoimpegno per il prossimo Venerdì 16 Luglio nel porre all'ordine del giorno della Commissioneil regolamento referendario, e di ricevere i Radicali per un'audizione del Comitato Referendario per il successivo Venerdì 23 Luglio.Occorre dunque registrare un primo successo, anche se il cammino per l'approvazione delregolamento referendario da parte del Consiglio Comunale sembrerebbe ancora lungo, da oggivigileremo scrupolosamente con i nostri presidi nonviolenti i lavori della Commissione e delConsiglio Comunale, affinché i tempi non si prolunghino - previsto dallo Statuto da oltre diciottoanni - più del dovuto, così da scongiurare il continuo perpetrarsi di quell’ “attentato ai diritticivili e politici e dei cittadini”, evitando di lasciare ancora una volta privi le cittadine e i cittadinidi Salerno di una delle due schede messe a disposizione della partecipazione popolare al governodella “cosa pubblica”: la scheda referendaria.A tal proposito ricordiamo che da tempo –manca poco alla quota delle firme minime necessarie -i Radicali, con Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra e altri soggetti politici esociali (oltre a cittadine e cittadini) hanno in corso una raccolta firme in calce a cinque quesiti:registro comunale per il testamento biologico, registro comunale per le coppie di fatto, garantedei diritti dei detenuti, monitoraggio sull'informazione radiotelevisiva locale, anagrafe pubblicadegli eletti. Pensiamo si possa e debba lavorare insieme per il progresso civile della nostraComunità, nello spirito e sulla scia dell’opera di quel “costruttore di ponti” che fu AlexLANGER di cui si celebra in questi giorni – nuovamente dopo quindici anni – la scomparsa.Costruire un ponte su cui incontrarsi per conquistare spazi sempre più ampi di democrazia e legalità, e di buona amministrazione a Salerno.info: Donato SALZANO 349.7264967 telefax 089.662105web-site www.radicalisalerno.ite-mail dsalzano@libero.it
Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani La condanna in primo grado del Comandante dei Ros aggrava, se possibile, una realtà di cui occorrerà primo o poi prendere atto: i principali posti di comando delle forze di sicurezza italiane sono diretti da persone condannate per gravi reati e interdette dai pubblici uffici.Mesi fa, infatti, sono stati condannati in secondo grado oltre al Direttore del Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza, Gianni De Gennaro, il capo dell’Antiterrorismo, il responsabile dell’AISI e il responsabile dello SCO. Non esistono precedenti analoghi nelle democrazie moderne.Al di là degli attestati di stima per professionalità oggettivamente di livello e del sacrosanto principio di non colpevolezza, in tutti questi casi non è pensabile aspettare le sentenze della Cassazione come se nulla fosse successo. Sarebbe folle lasciare che anche solo una parte degli italiani possa nutrire dubbi sulla serenità di chi svolge i massimi incarichi per la sicurezza del Paese. Che il Governo e l’opposizione siano uniti nel nascondere il problema è fatto alquanto anomalo di cui sarebbe bene almeno discutere.
Maria Antonietta Farina Coscioni
Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni:
“Dopo diciotto giorni si è conclusa la seconda fase del digiuno di dialogo con il Ministro Tremonti. Non solo il Ministro è sordo al dialogo sul problema sociale di milioni di malati e loro famiglie, ma alla Camera fa “rispondere” ad una interpellanza urgente la sottosegretaria di fresca nomina Sonia Viale
Il Ministro non ha nulla da dire né da far dire.
Noi continuiamo la nostra lotta con e per i malati, cioè di un milione di persone affidati alle possibilità delle proprie famiglie
(coinvolgendo almeno due milioni di persone) e di altri quattro milioni di malati che sebbene siano parzialmente autosufficienti sono abbandonati a se stessi.
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Dieci anni alle spalle, vissuti seguendo da protagonisti un mondo scientifico sempre più votato alle sinergie e all’interdisciplinarietà, a partire dai progressi delle nanotecnologie. Ieri a Milano sono stati festeggiati i primi due lustri dell’Ifom, l’istituto Fire (Fondazione italiana per la ricerca sul cancro) di oncologia molecolare, primo e finora unico centro italiano specializzato in questo ambito di ricerca. Sono 19 i programmi di ricerca oncologica attivi e più di 100 le ricerche all’anno condotte all’interno dei laboratori Ifom, una realtà no profit voluta da Firc e supportata dalla Regione Lombardia, che ha cinque fondatori: leo, Istituto dei Tumori di Milano, San Raffaele, Istituto Mario Negri e Università degli Studi di Milano.
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