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Aggiornato: 2 settimane 2 giorni fa

I radicali presentano: La Peste Italiana

Dom, 04/24/2011 - 17:01
Categorie: Italiana

Roma: ore 16:30, Diritto e Libertà presenta il suo 18° numero dedicato ad Aldo Capitini con Bandinelli, Pannella e Spadaccia

Gio, 07/15/2010 - 10:32
 La libera rivista di politica transnazionale e di iniziativa radicale «Diritto e Libertà», diretta da Mariano Giustino, presenta a Roma il suo 18° numero dedicato alla figura e all’opera di Aldo Capitini. Le pagine della rivista intitolata «Aldo Capitini. Un nuovo tempo e un nuovo spazio nell’apertura alla realtà di tutti» includono anche la pubblicazione, curata da Andrea Maori, degli Atti del Convegno svoltosi a Perugia a quarant’anni dalla scomparsa del filosofo umbro. Il dibattito di presentazione, che si svolgerà giovedì 15 luglio alle ore 16:30, presso la Camera dei Deputati, a Palazzo Marini, nella Sala delle Colonne, in via Poli 19, vedrà la partecipazione tra gli altri di Angiolo Bandinelli, Marco Pannella, Gianfranco Spadaccia e gli studiosi capitiniani Andrea Maori, Mario Martini e Francesco Pullia. È possibile annunciare la propria partecipazione al numero 335.6801258 o tramite e-mail a redazione@dirittoeliberta.it.  Camera dei DeputatiPalazzo Marini, Sala delle Colonne Roma, Via Poli 19 Giovedì 15 luglio, ore 16:30 Conferenza-dibattito di presentazione del 18° numero di «Diritto e Libertà» ALDO CAPITINI Un nuovo tempo e un nuovo spazio nell’apertura alla realtà di tutti  Interverranno: Angiolo Bandinelli, scrittore, opinionista, già parlamentare radicaleFerdinando Cordova, ordinario di Storia contemporanea, Università di Roma La SapienzaAndrea Maori, archivista, curatore Atti del Convegno Aldo CapitiniMario Martini, docente di Filosofia morale Università di PerugiaMarco Pannella, presidente del Senato del Nonviolent Radical Party Francesco Pullia, studioso capitiniano, direzione Radicali ItalianiGianfranco Spadaccia, già parlamentare radicale, direzione Radicali Italiani Presiede:Mariano Giustino, direttore di «Diritto e Libertà»  Per informazioni: redazione@dirittoeliberta.it; tel. 335.6801258  
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Bologna: ore 21 Incontro/Dibattito-Partitocrazia senza partiti

Mer, 07/14/2010 - 15:13
     Mercoledì 14 luglio 2010, ore 21.00Caffè della Corte Corte InsolaniBologna In occasione della presentazione del n. 105 diQuaderni Radicali "Partitocrazia senza partiti"Incontro/Dibattito  intervengono Gianfranco Pasquino(Professore ordinario di Scienza Politica) Giuseppe Rippa(direttore di Quaderni Radicalie Agenzia Radicale) modera Zeno Gobetti(Comitato nazionale Radicali Italiani)    Quaderni Radicali Agenzia RadicalePiazza del Parlamento, 14  -  00186 Romatel. 0645494637 - fax 0645496591http://www.quaderniradicali.com/ / http://www.agenziaradicale.com/ redazione@quaderniradicali.com   / redazione@agenziaradicale.com  
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Roma: ore 15, conferenza sulla prostituzione

Mer, 07/14/2010 - 11:06
 Invito dell’Associazione Radicale Certi Diritti alla Conferenza:  Prostituzione: il fallimento delle politiche proibizioniste.Le proposte di regolamentazione. Lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione Mercoledì 14 luglio – ore 15.00-18,30 presso la sede del Partito Radicale,Via di Torre Argentina 76, Roma  Il fenomeno della prostituzione in Italia coinvolge centinaia di migliaia di persone tra prostitute/i, clienti, bande criminali, schiave sfruttate, forze dell’ordine, magistratura, avvocati, politici, cittadini comuni, famiglie eccetera. Il mercato nero della prostituzione produce  un giro d’affari di proporzioni enormi, alimentato dalle politiche proibizioniste e criminogene promosse ovunque nel paese in ambito locale, con iniziative demagogiche e populiste assai spesso stupide, ridicole e del tutto inutili, oltre che violente e gravemente lesive nei confronti delle persone. La lotta alla tratta delle persone e al loro sfruttamento necessita di maggiori risorse e di un approccio politico completamente nuovo e alternativo. L’antiproibizionismo e la regolamentazione della prostituzione sono la risposta necessaria per governare il fenomeno, contro l’illegalità diffusa, le ipocrisie e i tabù che sempre più si affermano nella società e nelle istituzioni italiane. Presiede e modera:Sergio Rovasio – Segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti Interventi di:Donatella Poretti - Senatrice Radicale-PD;Giuseppe Rossodivita - Avvocato, Presidente Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio;Marco Bufo - Responsabile interventi nazionali e transnazionali sulla tratta e sulla prostituzione - Associazione On the RoadEmanuela Costa - Associazione Le Graziose, Comitato per i diritti civili delle prostitute,  Genova;Lucio Malan - Senatore PDL;Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani;Monica Del Bono – Presidente ‘La Strega da Bruciare’, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Roma;Jean Baptiste Poquelin, studente, Coordinatore  Gruppo di Roma di Certi Diritti;Leila Deianis  - Presidente Associazione Libellula, Roma;Alessandro Gerardi – Avvocato, Membro della Direzione di Radicali Italiani, Tesoriere Associazione Radicale Divorzio breve;   
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UE, Turco e Mecacci: grave esclusione Turchia da priorità allargamento. Ennesima concessione alla lega nell'indifferenza del parlamento

Mar, 07/13/2010 - 17:43
Dichiarazione di Matteo Mecacci e Maurizio Turco, Deputati RadicaliLa Risoluzione approvata oggi dalla Camera sul Programma di lavoro della Commissione Europea per il 2010 segna l'ennesima involuzione della politica estera italiana di cui il Parlamento non sembra essersi accorto. Infatti, la Risoluzione a prima firma Pescante e condivisa da tutti i Gruppi, esclude per la prima volta tra le priorità che l'Italia chiede alla Commissione UE in materia di allargamento, quella di proseguire e intensificare i negoziati per la piena adesione della Turchia all'Unione Europea.Si tratta dell'ennesima concessione alla Lega Nord che contraddice anni di politica estera ufficiale dell'Italia e che non può passera sotto silenzio. Spiace anche constatare che gli altri gruppi parlamentari che, a differenza della Lega, sostengono l'ingresso pieno della Turchia nell'UE, non si siano accorti, o abbiano deciso di ignorare, questo fatto politico nuovo nella politica estera del nostro paese. Per queste ragioni la Delegazione Radicale si è astenuta sulla Risoluzione
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Rossodivita: Se le telefonate sulla vicenda della P3 sono vere il Presidente della Corte di Cassazione Carbone, il Presidente della Corte di Appello di Milano Marra, il Presidente della Regione Lombardia Formigoni si devono dimettere

Mar, 07/13/2010 - 17:27
  Dichiarazione dell’Avv. Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei e membro della Direzione Nazionale di Radicali ItalianiLa lettura dell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, lascia francamente sgomenti. Al di là della vicenda penale e del suo merito, sul quale, come si usa dire, si pronuncerà la magistratura nell’ambito del processo penale, lo sconcerto e lo sgomento emerge per quella che nei giorni scorsi è stata definita dai vertici dell’ANM “la questione morale” all’interno della magistratura stessa, ma direi, all’interno delle istituzioni tutte.Se le telefonate che sono state riportate nell’ordinanza sono vere – se fossero false o manipolate è evidente che i problemi sarebbero di altro tipo -  il Presidente della Suprema Corte di Cassazione dott. Vincenzo Carbone si deve immediatamente dimettere, se le telefonate che sono riportate nell’ordinanza sono vere il Presidente della Corte di Appello di Milano dott. Alfonso Marra si deve immediatamente dimettere, se le telefonate riportate nell’ordinanza sono vere il Presidente della Regione Lombardia Formigoni si deve immediatamente dimettere.Non è più possibile avere fiducia in così alte istituzioni dello Stato che si adoperano per fissare prima i ricorsi che interessano “agli amici”, mentre quelli degli altri cittadini periscono per anni nelle stanze della Corte; non è più possibile avere fiducia in magistrati che, anziché reagire stizziti, palesemente accettano appoggi esterni, veri o millantati che siano, da persone che chiaramente agiscono in termini spregiudicati per supportare la propria candidatura in un ruolo Istituzionale di così alta responsabilità e prestigio quale quello di Presidente della Corte di Appello di Milano; non è più possibile avere fiducia in magistrati che danno giudizi fuori dal procedimento sul merito di un ricorso, che chiamano per dire a discutibili interlocutori di andarli a trovare la mattina seguente nel proprio ufficio per parlare ‘a voce’; che chiamano direttamente per comunicare l’esito del procedimento ‘negativo’ e confermare che sempre ‘a voce’ verranno spiegate le ragioni – ci provasse qualsiasi cittadino ad avere rapporti di questo tipo con il Presidente della Corte di Appello di Milano o di Roma o di qualunque altro capoluogo! -; non è più possibile avere fiducia in un Presidente di Regione, uscente, candidato e poi rieletto, che ritiene, pur di vincere una causa, di doversi affidare a loschi manovratori per contattare i giudici, anziché di rivolgersi ai soli avvocati avendo fiducia nelle proprie ragioni, nella legge e nella magistratura, come si pretende sia fatto da parte di qualsiasi cittadino.Non interessa la rilevanza penale di questi comportamenti, quello che interessa è che tale degrado della cultura istituzionale il nostro Paese non lo merita proprio. 
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Basilicata - Rassegna stampa, 13 luglio 2010

Mar, 07/13/2010 - 17:16
Inquinamento e rifiuti: I radicali e la malapolitica (Nuova del Sud, 13 luglio)"La Basilicata avvelenata" (Nuova del Sud, 13 luglio 2010)Ecco la Basilicata avvelenata (Il Quotidiano della Basilicata, 13 luglio)Ambiente: Un dossier sui veleni industriali della regione (Gazzetta del Mezzogiorno, 13 luglio 2010)ApprofondimentiConferenza stampa, 12 luglio 2010Infomaurizio.bolognetti@gmail.com 3397467366 
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Rai, Beltrandi: ?rimozione mineo discriminatoria, nuovi danni per la rai?

Mar, 07/13/2010 - 16:12
   Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai Roma, 13 luglio 2010. “Mi auguro che sia ancora possibile - in queste ore - scongiurare la rimozione annunciata di Corradino Mineo dalla Direzione di Rainews, come partita di un ennesimo – e ancora più sfacciato del solito – giro di poltrone lottizzatorio, in cui sembrano decisive solo le appartenenze politiche, e non il merito e la professionalità dimostrate sul campo, magari – come ha fatto Mineo in questi anni – battendo con sempre maggior frequenza Sky 24, malgrado una disparità di mezzi imbarazzante per la Rai.Oltre  all’ennesimo danno al diritto dei cittadini ad essere informati con equilibrio persino da una Rai sempre più in ferie (pagate dai contribuenti)negli approfondimenti informativi, sono certo che si determinerà anche un consistente danno economico, dato il prevedibile, ennesimo (ed inevitabile) intervento giudiziario che non potrà che accertare il dato discriminatorio di tale eventuale rimozione.Faccio un appello perché chiunque in sia in grado di intervenire lo faccia, per scongiurare questo ennesimo naufragio annunciato del servizio pubblico.”
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Piemonte/Ricorsi elettorali/Manfredi: sentenza Consiglio di Stato su "caso Molise" costituisce pesante precedente pro ripetizione voto.

Mar, 07/13/2010 - 13:03
Dichiarazione di Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani): La sentenza del Consiglio di Stato n. 3212/01 sulle elezioni regionali del Molise del 2000 costituisce un pesante precedente che deve essere attentamente valutato. Anche perché, ricordiamolo, si tratta di un caso inverso rispetto ai ricorsi su cui il TAR Piemonte deciderà dopodomani: in Molise, il 16 aprile 2000, aveva vinto, con soli 930 voti di scarto, il candidato del centro-sinistra. Il centro-destra fece ricorso, sia il TAR che il Consiglio di Stato gli diedero ragione, nel 2001 si rivotò e vinse il candidato del centro-destra. Il cavallo di battaglia degli avvocati di Cota è stato quello che i ricorsi sono stati presentati fuori tempo massimo; il termine di trenta giorni non poteva decorrere dalla data di proclamazione degli eletti, ma doveva decorrere dalla data delle elezioni o, addirittura, potevano solamente essere promossi al momento di presentazione delle liste nei tribunali, prima della campagna elettorale. Fu la stessa contestazione mossa dagli avvocati del centrosinistra molisano dieci anni fa. Il Consiglio di Stato bocciò tale obiezione: “… vige il principio secondo il quale ogni impugnazione va rivolta contro l’atto di proclamazione degli eletti, e comunque il termine per la proposizione del ricorso – qualunque sia l’oggetto dell’impugnativa – inizia a decorrere dalla data della proclamazione (Consiglio Stato sez, V, 31 luglio 1998, n. 1149 e 10 marzo 1998, n. 282) …”. E ancora: “La partecipazione di liste, che avrebbero dovuto essere escluse, ha inciso infatti sull’esito elettorale in termini che non sono esattamente individuabili. Si rende quindi necessaria la rinnovazione del procedimento elettorale ... Esattamente il TAR ha osservato che, nella specie, la partecipazione delle liste ha determinato uno squilibrio ed una turbativa, anche in considerazione del fatto che lo scarto dei voti tra i due raggruppamenti è inferiore a mille voti e che una diversa configurazione dello scenario politico avrebbe potuto determinare esiti diversi da quelli registrati...”. Sembrano parole scritte non già per il Molise ma per fotografare la situazione piemontese: ciascuna delle liste contestate (“Pensionati per Cota” di Giovine, “Verdi-Verdi”, “Centro per Scanderebech”) è stata determinante per la vittoria, di strettissima misura (poco più di 9.000 voti) di Cota. Giustamente il segretario regionale del PD, Gianfranco Morgando, parla di “truffa” ai danni di tutti i cittadini elettori piemontesi. L’unico modo per sanare la truffa è tornare a votare, questa volta nel pieno rispetto delle regole e delle leggi elettorali.   N. B. La sentenza del Consiglio di Stato n. 321/01 è disponibile integralmente a questo link: www.diritto.it/sentenze/magistratamm/sentenza3212_2001.html
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Salerno/ Dopo il presidio nonviolento dei Radicali qualcosa comincia a muoversi sul fronte dell'attuazione del referendum comunale

Mar, 07/13/2010 - 11:31
La Commissione Consiliare “Statuto” che continuativamente ignorava ed evitava l’argomentoreferendum, occupandosi di altro, anche del sesso degli angeli, pur di evitare con cura di occuparsidella vicenda, impedendo così in ogni modo l’audizione al Comitato Referendario. Però, pare che,qualcosa cominci a muoversi sul fronte dell'attuazione del referendum comunale a seguitosoprattutto del presidio nonviolento organizzato dai Radicali dell' Associazione “MaurizioProvenza” davanti a Palazzo di Città mentre era in corso l’ultima seduta della Commissione “Statuto”.Il Presidente Buonaiuto, dopo avere ripetutamente ignorato i richiami radicali alla legalitàistituzionale ed alla necessità di approvare il regolamento utile a consentire ai cittadini l'esercizio del diritto di voto sui referendum comunali, ha raggiunto il presidio radicale e comunicato il suoimpegno per il prossimo Venerdì 16 Luglio nel porre all'ordine del giorno della Commissioneil regolamento referendario, e di ricevere i Radicali per un'audizione del Comitato Referendario per il successivo Venerdì 23 Luglio.Occorre dunque registrare un primo successo, anche se il cammino per l'approvazione delregolamento referendario da parte del Consiglio Comunale sembrerebbe ancora lungo, da oggivigileremo scrupolosamente con i nostri presidi nonviolenti i lavori della Commissione e delConsiglio Comunale, affinché i tempi non si prolunghino - previsto dallo Statuto da oltre diciottoanni - più del dovuto, così da scongiurare il continuo perpetrarsi di quell’ “attentato ai diritticivili e politici e dei cittadini”, evitando di lasciare ancora una volta privi le cittadine e i cittadinidi Salerno di una delle due schede messe a disposizione della partecipazione popolare al governodella “cosa pubblica”: la scheda referendaria.A tal proposito ricordiamo che da tempo –manca poco alla quota delle firme minime necessarie -i Radicali, con Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra e altri soggetti politici esociali (oltre a cittadine e cittadini) hanno in corso una raccolta firme in calce a cinque quesiti:registro comunale per il testamento biologico, registro comunale per le coppie di fatto, garantedei diritti dei detenuti, monitoraggio sull'informazione radiotelevisiva locale, anagrafe pubblicadegli eletti. Pensiamo si possa e debba lavorare insieme per il progresso civile della nostraComunità, nello spirito e sulla scia dell’opera di quel “costruttore di ponti” che fu AlexLANGER di cui si celebra in questi giorni – nuovamente dopo quindici anni – la scomparsa.Costruire un ponte su cui incontrarsi per conquistare spazi sempre più ampi di democrazia e legalità, e di buona amministrazione a Salerno.info: Donato SALZANO 349.7264967 telefax 089.662105web-site www.radicalisalerno.ite-mail dsalzano@libero.it 
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Ros. Staderini: pensare a credibilità istituzioni

Mar, 07/13/2010 - 11:28
 Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani La condanna in primo grado del Comandante dei Ros aggrava, se possibile, una realtà di cui occorrerà primo o poi prendere atto: i principali posti di comando delle forze di sicurezza italiane sono diretti da persone condannate per gravi reati e interdette dai pubblici uffici.Mesi fa, infatti, sono stati condannati in secondo grado oltre al Direttore del Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza, Gianni De Gennaro, il capo dell’Antiterrorismo, il responsabile dell’AISI e il responsabile dello SCO. Non esistono precedenti analoghi nelle democrazie moderne.Al di là degli attestati di stima per professionalità oggettivamente di livello e del sacrosanto principio di non colpevolezza, in tutti questi casi non è pensabile aspettare le sentenze della Cassazione come se nulla fosse successo. Sarebbe folle lasciare che anche solo una parte degli italiani possa nutrire dubbi sulla serenità di chi svolge i massimi incarichi per la sicurezza del Paese. Che il Governo e l’opposizione siano uniti nel nascondere il problema è fatto alquanto anomalo di cui sarebbe bene almeno discutere. 
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Tgr Basilicata, 12 luglio 2010 - Conferenza stampa Staderini, Zamparutti, Bolognetti

Mar, 07/13/2010 - 09:22
Su Fai Notizia il servizio dedicato dal Tgr Basilicata alla presentazione del dossier "La Basilicata avvelenata dalla Malapolitica"LINK
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Torino: ore 14:30, manifestazione di Imprese che resistono, ''Insieme per il lavoro''. Partecipano Michele De Lucia, Daniele Bertolini e Igor Boni

Lun, 07/12/2010 - 18:40
 Torino, lunedì 12 luglio 2010 Radicali italiani aderisce alla manifestazione convocata da Imprese che resistono''Insieme per il lavoro'' Partecipano militanti e dirigenti radicali, tra cui: Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italianiDaniele Bertolini, componente della Direzione di Radicali italianiIgor Boni, membro dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta Percorso:ore 14:30, ritrovo in piazza Vittorio Venetoore 16:15, arrivo in piazza Castello, presso la sede della Regione Per ulteriori informazioni: www.impresecheresistono.org  
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14 luglio 2010- ore 21.00/ Bologna: Partitocrazia senza partiti, con Gianfranco Pasquino, Giuseppe Rippa e Zeno Gobetti

Lun, 07/12/2010 - 16:59
Mercoledì 14 luglio 2010, ore 21.00 presso il Caffè della Corte- Corte Isolani a Bologna, in occasione della presentazione del n. 105 di Quaderni Radicali “Partitocrazia senza partiti” si svolgerà un incontro/dibattito con:Gianfranco Pasquino(Professore ordinario di Scienza Politica )Giuseppe Rippa(direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale) moderaZeno Gobetti(Comitato nazionale Radicali Italiani e segretario dell'Associazione Radicale Giorgiana Masi- Bologna)http://www.radicalimasi.bo.it/
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Potenza: ore 15, Conferenza stampa: La Basilicata avvelenata dalla malapolitica. Con Mario Staderini, Elisabetta Zamparutti, Maurizio Bolognetti

Lun, 07/12/2010 - 15:22
 “La Basilicata avvelenata dalla malapolitica”PotenzaLunedì, 12 luglioOre 15.00c/o Assostampa BasilicataVia Mazzini, 23/ePresentazione del Dossier“La Basilicata avvelenata dalla malapolitica”I veleni industriali e politici della Basilicata Curato da Maurizio Bolognetti Interverrano Mario StaderiniSegretario di Radicali Italiani On. Elisabetta ZamparuttiDeputata radicale e membro della Commissione Ambiente Maurizio BolognettiDirezione Nazionale Radicali Italiani e Consigliere Ass. Coscioni 
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Carceri: Tribunale di sorveglianza di Napoli ?ordina? al carcere di Poggioreale di rientrare nella legalità. Primo caso in Italia. Interrogazione dei deputati Radicali. Ultim'ora: le carte dell'ordinanza alla Procura della Repubblica

Lun, 07/12/2010 - 15:19
Roma, 12 luglio 2010 Per la prima volta un tribunale di sorveglianza, in base al ruolo che gli viene attribuito dall’ordinamento penitenziario, dà ordine a un carcere di rientrare nella legalità.  Succede a Napoli, dove la dottoressa Angelica Di Giovanni, presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli, prendendo atto della drammatica situazione degli istituti di pena della Corte di appello di Napoli ha inviato, alle rispettive direzioni, l'ordine di disporre quanto necessario per eliminare l'evidente contrasto tra le condizioni di vita all'interno degli istituti di pena partenopei e le norme vigenti. Con ordinanza del 20 aprile 2010 la presidente Di Giovanni ha infatti disposto che la direzione della Casa Circondariale di Poggioreale si attivi con pronta sollecitudine per eliminare ogni possibile situazione di contrasto con l'articolo 27 della costituzione e con l'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani.  Su questo provvedimento giudiziario i deputati della delegazione Radicale nel gruppo di Pd hanno depositato un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfano, per sapere quali provvedimenti urgenti intenda adottare, sollecitare e promuovere al fine di risolvere i problemi evidenziati nell'ordinanza adottata dal presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli. L’interrogazione è a prima firma della deputata Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia, che nel corso di diverse visite ispettive al carcere di Poggioreale, ha potuto riscontrare condizioni di detenzione palesemente contrastanti con i principi costituzionali e con le norme dell'ordinamento penitenziario. Come si legge nell’ordine del tribunale di sorveglianza, infatti: “attualmente il numero dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Napoli «Poggioreale» è di 2.759 a fronte di una capienza di 1.400 unità, ormai quasi il doppio, per cui la situazione è tale da essere oggettivamente, di per sé, possibile fonte di violazione dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. Di tutta evidenza, peraltro, appare la compromissione del dettato costituzionale, articolo 27 della Costituzione, atteso che in tali condizioni, resta difficile assicurare la concreta realizzazione del principio per cui «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato».” La risposta all’interrogazione è attesa per questa settimana in Commissione Giustizia.  “Notizia delle ultime ore- fa sapere Rita Bernardini - è che il magistrato di sorveglianza di Napoli, dott.ssa Di Giovanni, ha consegnato tutte le carte riguardanti il provvedimento del 20 aprile alla Procura della Repubblica di Napoli, evidentemente spinta dall'inottemperanza degli istituti di pena partenopei all'ordine impartito”. Di seguito il testo dell’interrogazione, nella quale si riporta anche il contenuto integrale del provvedimento del tribunale di sorveglianza di Napoli.   Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-07144 presentata da RITA BERNARDINI martedì 11 maggio 2010, seduta n.319 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia.- Per sapere - premesso che:  con ordinanza del 20 aprile 2010 la dottoressa Angelica Di Giovanni, presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli ha disposto «che la direzione della Casa Circondariale di Poggioreale si attivi con pronta sollecitudine per eliminare ogni possibile situazione di contrasto con l'articolo 27 della costituzione e con l'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, informandone tempestivamente questo magistrato di sorveglianza»;  il presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli, quindi, prendendo atto della drammatica situazione degli istituti di pena della Corte di appello di Napoli ha inviato, alle rispettive direzioni, l'ordine di disporre quanto necessario per eliminare l'evidente contrasto tra le condizioni di vita all'interno degli istituti di pena partenopei e le norme vigenti;  vista l'importanza e la rilevanza del citato provvedimento giudiziario, la prima firmataria del presente atto ritiene opportuno riportarne integralmente il contenuto: «La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nella sentenza Sulejmanovic c. Italia, del 16 luglio 2009 ricorda che: «...L'articolo 3 della Convenzione sancisce uno dei valori fondamentali delle società democratiche. Proibisce in termini assoluti la tortura e le pene o i trattamenti disumani o degradanti, a prescindere dal comportamento della persona a riguardo (Saidic. Italia n. 37201/2006 del 27 febbraio 2008 e Labita c. Italia, n. 26772/1995). Esso impone allo Stato di assicurarsi che ogni prigioniero sia detenuto nelle condizioni che sono compatibili con il rispetto della dignità umana, che le modalità di esecuzione del provvedimento non espongano l'interessato a pericoli o a prove di un'intensità che ecceda il livello inevitabile di sofferenza inerente la detenzione e che, avuto riguardo alle esigenze pratiche della detenzione, la salute ed il benessere del prigioniero siano assicurati in modo adeguato»;   rilevato che una situazione di «sovrappopolazione carceraria grave pone in sé il problema che cade sotto l'articolo 3 della Convenzione, come ricorda la Corte Europea, v'è da sottolineare che altri aspetti delle condizioni di detenzione sono da prendere in considerazione nell'esame del rispetto della detta disposizione. Tra questi figurano la possibilità di utilizzare la toilette in modo privato, l'aerazione disponibile, l'accesso alla luce ed all'aria naturali, la qualità del riscaldamento ed il rispetto delle esigenze sanitarie di base»;  infatti, su quest'ultimo punto, la Corte Europea ha dedotto la violazione dell'articolo 3 perfino nei processi in cui ogni detenuto disponeva da 3 a 4 metri quadrati dato che la mancanza di spazio si accompagnava ad una mancanza di ventilazione e di luce (Moisseiev c. Russia del 9 ottobre 2008 e Vlassov c. Russia del 12 giugno 2008). Considerato che il Giudice nazionale, per consolidata giurisprudenza e ormai principio convenzionale acclarato, è tenuto a conformarsi alle pronunce della Corte Europea, pur sempre nel rispetto degli orientamenti costituzionali, e che l'eventuale mancato rispetto delle indicazioni della Corte costituirebbe autonoma violazione della Convenzione, indipendente da quelle denunciate dalla parte ricorrente. Rilevato, peraltro, che l'Italia con l'adesione alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, si è impegnata a conformarsi alle sentenze definitive della Corte Europea nelle controversie nelle quali è parte (articolo 46 della Convenzione). Letta la sentenza della Corte Costituzionale n. 266 del 23 settembre 2009, che nel rivalutare il ruolo complessivo del Magistrato di Sorveglianza nei suoi rapporti con le altre istituzioni ed in particolar modo con l'amministrazione penitenziaria, precisa che «...la norma (l'articolo 69 o.p.), nel quinto comma (ultimo periodo) dispone che il magistrato di sorveglianza «impartisce, inoltre, nel corso del trattamento, disposizioni dirette ad eliminare eventuali violazioni dei diritti dei condannati e degli internati». La parola «disposizioni», nel contesto in cui è inserita, non significa segnalazioni (tanto più che questa modalità d'intervento forma oggetto di apposita previsione nel primo comma dell'articolo 69), ma prescrizioni ed ordini, il cui carattere vincolante per l'amministrazione penitenziaria è intrinseco alle finalità di tutela che la norma stessa persegue»;  ed ancora la stessa Corte Costituzionale nella citata sentenza, ricorda che: «Pertanto, resta valido quanto già affermato da questa Corte con la citata sentenza 212 del 1997, per la quale l'ordinamento penitenziario, nel configurare l'organizzazione dei giudici di sorveglianza (magistrato e tribunale di sorveglianza) ha dato vita ad un assetto chiaramente ispirato al criterio per cui la funzione di tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti è posta in capo a tali uffici della magistratura ordinaria»;  Rebus sic stantibus, attualmente il numero dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Napoli «Poggioreale» è di 2.759 a fronte di una capienza di 1.400 unità, ormai quasi il doppio, per cui la situazione è tale da essere oggettivamente, di per sé, possibile fonte di violazione dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. Di tutta evidenza, peraltro, appare la compromissione del dettato costituzionale, articolo 27 della Costituzione, atteso che in tali condizioni, resta difficile assicurare la concreta realizzazione del principio per cui «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Rilevata l'esigenza indifferibile di garantire che le condizioni di detenzione siano compatibili con il rispetto della dignità umana e che le condizioni di esecuzione della pena siano tali da consentire che «la salute ed il benessere del prigioniero siano assicurati in modo adeguato», e a tali fini risulta indiscutibilmente prioritaria la necessità di spazi di vita sufficienti, la possibilità di utilizzare la toilette in modo privato, l'aerazione disponibile, l'accesso alla luce ed all'aria naturali, l'uso dell'acqua corrente per igiene personale, la qualità del riscaldamento ed il rispetto delle esigenze sanitarie di base. Letti gli articoli 69 O.P., 27 Cost. e 3 CEDU, dispone che la direzione della Casa Circondariale di Poggioreale si attivi con pronta sollecitudine per eliminare ogni possibile situazione di contrasto con l'articolo 27 costituzione e con l'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, informandone tempestivamente questo magistrato di sorveglianza»;  la prima firmataria del presente atto nel corso di diverse visite ispettive effettuate presso la casa circondariale di Poggioreale ha potuto riscontrare condizioni di detenzione delle persone ivi ristrette che, come evidenziato anche dal presidente del tribunale di sorveglianza nel provvedimento sopra riportato, sono palesemente contrastanti con i principi costituzionale e con le norme dell'ordinamento penitenziario;  ad oggi, gli interroganti hanno depositato, senza ottenere alcun tipo di risposta nonostante i numerosi solleciti, due motivate e dettagliate interrogazioni parlamentari a risposta scritta rivolte al Ministro della giustizia proprio con riferimento alla situazione ad avviso degli interroganti totalmente illegale in cui versa l'istituto di pena di Poggioreale (interrogazione n. 4-03935 e 4-04023 entrambe presentate nella seduta n. 213 di lunedì 14 settembre 2009) -:  quali provvedimenti urgenti intenda adottare, sollecitare e promuovere al fine di risolvere i problemi evidenziati nell'ordinanza del 20 aprile 2010 adottata dal presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli. (4-07144)
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Pagano: in Sud Africa l'Europa si conferma la prima potenza dello sport, ora il Governo si muova per renderlo visibile alle Olimpiadi

Lun, 07/12/2010 - 15:09
  Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell'associazione radicale Esperanto. Ai mondiali di calcio appena terminati in Sud Africa il podio è tutto europeo: Spagna, Olanda e Germania. Cosi era stato quattro anni fa anche in Germania. Non solo, con la vittoria della Spagna il numero di titoli mondiali vinti da squadre Europee sale a 10 contro 9 delle squadre latino-americane.Insomma, dopo le Olimpiadi di Pechino dove tutti assieme i 27 paesi dell'Unione Europea hanno totalizzato 85 medaglie d'oro contro le 51 della capolista Cina, l'Unione Europea si conferma la prima potenzasportiva del mondo.Occorre ora dare visibilità a questa capacità di primato: occorre che subito il Governo italiano, e segnatamente il Ministro Meloni, si adoperi in ambito europeo ed internazionale affinché alle prossimeOlimpiadi di Londra del 2012 tutti i paesi Europei possano gareggiare con la doppia bandiera: la propria e quella dell'Unione Europea!
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Milano: ore 11, conferenza stampa sull?avvio della raccolta firme sui 5 referendum su ambiente e salute a Milano. Partecipa Cappato

Lun, 07/12/2010 - 15:05
Incontro con la stampa Lunedì 12 luglio 2010 ore 11.00Sala Marra - Palazzo Marino, Piazza Scala 2, Milano “A nome del Comitato promotore, Vi invitiamo alla presentazione dell’avvio della raccolta delle firme per i 5 referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita a Milano Saranno disponibili i moduli per le sottoscrizioni, sarà presentato il logo della campagna e illustrate le modalità operative della raccolta firme.Interverranno gli esponenti del Comitato promotore, sia del mondo associativo e accademico che della politica.” Marco Cappato, Edoardo Croci, Enrico Fedrighini
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