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Antonella Spolaor Dentamaro

RADICALI3000 - Sottoscrivo e mi candido | RU-486 | Libertà di cura | Legalizzare la prostituzione | Legalizzare le unioni civili omosessuali

antocol_p.JPG (3279 bytes)Perchè la politica antiproibizionista come priorità

Antonella S.D [guest] from radicali3000
Posted 11-17-2000 11:35
Forum Radicali3000 per la Rivoluzione Liberale Cronaca degli avvenimenti correnti

Quali alleanze per le prossime politiche ? Con la destra o con la sinistra ? Con chi iniziare un dialogo ? Con Rutelli ? Con Di Pietro ? Subito o aspettiamo qualche settimana ancora ? Vogliamo raccogliere le firme per presentarci da soli ? Ce la possiamo fare ?
Travolti in questi ultimi mesi dal giubileo cattolico, abbiamo visto le forze politiche ascoltare attenti i messaggi e i moniti della chiesa, cercando il consenso dell' " Italia cattolica ". Amplificato dalla tv di stato, da quella privata e dall'immensa e costosissima macchina della festa giubilare, assistiamo all'eloquente silenzio della sinistra e ai balletti bacchettoni di una destra che si definisce liberale - per non parlare del centro - e che in realtà sempre più assume le sembianze della vecchia democrazia cristiana.
La campagna elettorale non sarà diversa da quella per le regionali. Trionferà la falsa contrapposizione tra due poli, in primo piano il grande " piccolo gioco " delle alleanze, i " programmi " elettorali si moltiplicheranno come conigli, tutti con il pelo della stessa identica sfumatura. Insomma, con una legge sulla par condicio ritagliata sulla nostra ombra e con gli organi di informazione che tutto fanno tranne che informare, le preoccupazioni per il nostro futuro sono più che fondate.
La maggior parte di noi si interroga e fa delle proposte su possibili ricerche di alleanza. Chi merita di più il nostro avvicinamento ? Chi ci da maggiori garanzie e affidabilità ? Cosa siamo disposti a mettere in gioco ?

Parliamo per un momento ancora di questo paese.
Nonostante la propaganda della chiesa per l'incremento delle nascite e nonostante la disinformazione sui sistemi contraccettivi - molti adolescenti sono convinti che il preservativo sia un efficace sistema contraccettivo, mentre può garantire una protezione del 35% - la saggezza di una adeguata politica di " family planning " ha prevalso.
Non attecchisce bene l'onda riformistica in senso restrittivo e illiberale della legge 194 sull'interruzione di gravidanza.
I malati si ribellano all'imposizione di Stato su come è giusto curarsi, quali farmaci assumere, cosa è efficace e cosa no. Gli scienziati e i ricercatori che vedono tra le linee guida le parole della chiesa su come si fa ricerca, non ci stanno.
La proibizione sull'utilizzo della pillola RU486 non è così popolare come ci si aspettava. La campagna per la chiusura ad un orario " decente e sicuro " delle discoteche è talmente illiberale - oltre che inefficace - che i ragazzi si fanno grandi risate, mentre i legislatori infieriscono.
Questa è la parte laica del nostro paese, ed è vasta. Talmente vasta da venire ignorata, ridimensionata, emarginata secondo la logica partitocratica della spartizione del potere.
Invece è proprio su questo terreno che è necessario portare il dibattito politico e costringere " il di qua e il di là " a dare delle risposte, a fare delle proposte. E' sulle morti per il proibizionismo sulle droghe, sulle detenzioni per consumo di hashish, sulla criminalità internazionale da contrabbando e costrizione alla prostituzione, sull'eutanasia e le sofferenze imposte ai malati, è qui che potremo dare un ulteriore scossone al sistema. Chi vorrà allora il confronto con una forza politica che ha un " programma di governo " antiproibizionista sulle droghe, sulla scienza, sull'economia, sui sindacati, sulle partite iva, sulla politica internazionale, in poche parole, su tutto ?

Credo senz'altro che il nome « Radicali3000 - Antiproizionisti su tutto » per una lista che concorre ad una elezione on-line sia adeguato e rispondente alla « politica radicale », così come la conosciamo e così come ognuno di noi la fa. Abbiamo - e abbiamo sempre avuto - sufficiente coraggio e immaginazione per proporre l'inaspettato, l'imprevedibile, il diverso e il « generazionalmente inaccettabile ». Questo coraggio e questa immaginazione fanno di noi forse un gruppo di disattati, ma è anche vero che il prezzo da pagare per l'adattamento allo stato delle cose, che inevitabilmente tenta di radicarsi anche all'interno del nostro privato, è troppo alto, nonché poco vantaggioso. D'altronde, da sempre il nostro programma è lo stesso, i nostri obiettivi, la nostra visione del futuro e di noi. Fame nel mondo piaga e focolaio di guerre e massacri, lo squilibrio delle economie come focolaio di guerre e massacri, la divisione pretestuosa in classi sociali come focolaio di guerre e massacri, l'integralismo religioso come focolaio eccetera, l'incertezza delle regole e del diritto come focolaio....

Se negli anni settanta e ottanta questa nostra volontà di cambiamento ha trovato come necessità primaria il digiuno per milioni di vivi subito e la battaglia per la legalizzazione dell'interruzione di gravidanza o del divorzio, nel duemila può ritrovarsi a fare i conti con il welfare, con internet, con il proibizionismo sulle droghe e tutto quanto - come allora del resto - con la disinformazione legalizzata. Disattati non è diseredati, nemmeno emarginati. Ma questo sta a noi. « La comunicazione non è nient'altro che il risultato di ciò che essa produce » per citare Paul Watzlavich, un celebre psichiatra e scienziato della comunicazione. Noi ora sappiamo cos'è che produce la nostra comunicazione, quando abbiamo la possibilità di comunicare : consapevolezza, consenso, aggregazione.

Questo è accaduto quando durante le elezioni europee del 1999 abbiamo potuto comunicare e condividere la nostra storia, i nostri volti, in modo semplice : in fondo, il nostro linguaggio è estremamente semplice, a dispetto di quanto possa sembrare. E' successo qualcosa venticinque anni fa negli Stati Uniti, quando alcuni giovani studenti si sono entusiasmati e, con coraggio e immaginazione, hanno « inventato » Internet. E' successo qualcosa di così importante e definitivo che oserei paragonare alla scoperta del fuoco. Un vaso di pandora così colmo di conoscenza e libertà, che segna un punto di non-ritorno. Questo è il « progresso » : è il progredire intimamente e in modo irreversibile dell'essere umano quando ha l'opportunità e gli strumenti di imparare, di studiare, di accedere alle informazioni con poca spesa, di muoversi liberamente senza passaporto, di disporre delle « diversità » e di avere la possibilità di farsi un'opinione. C'è chi pensa che i governi o i regimi saranno presto in grado di controllare il singolo individuo attraverso la rete, di manipolarlo : forse vi saranno diversi tentativi. Ma resteranno tentativi. La legge dei frattali insegna che più grande è un insieme più è difficile - in modo esponenziale - controllarne i componenti e gli sviluppi. La natura è una severa maestra, ed inoltre vince sempre. L'ingegno dell'uomo crescerà di pari passo con i tentativi di controllo e manipolazione, sconfiggendoli. La sete di conoscenza e libertà ci ha portato dall'epoca delle caverne all'era atomica - anche se a caro prezzo. Tra le tante cose, penso alla mappatura del genoma (www.celera.com).

Sono convinta che questa incredibile autostrada telematica possa rappresentare l'occasione di trovare, di tappa in tappa, molti altri « disadattati » che hanno qualcosa da dire e da dare. La funzione determina lo strumento : le mani dell'uomo di Neanderthal si sono « raffinate » e specializzate in seguito alla sua necessità di cacciare con precisione, di tenere in mano una freccia, di costruirla, la freccia, e ad un certo punto in seguito al desiderio e alla volontà di comunicare qualcosa tracciando dei graffiti sulle pareti della sua caverna : ora dobbiamo capire come scrivere al meglio i nostri graffiti e, soprattutto, di scriverli in un luogo dove vi sia un grande passaggio di persone. Coraggio e immaginazione. In realtà, mi è sempre sembrato stupefacente il modo in cui noi siamo riusciti a dare una interpretazione - e delle soluzioni - del mondo e delle cose : uniamo le nostre conoscenze specifiche in un'unica scienza politica che abbraccia discipline, idee, interpretazioni spesso diversissime. In un certo senso abbiamo fatto di noi degli scienziati. O dei fanta-scienziati, forse. Ma non fa differenza, per ora. Quando alla fine avremo la voce per le nostre parole, la differenza si vedrà.

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RU486 E STATO LAICO - Un nuovo punto nel programma

Naturalmente la Chiesa fa il suo « mestiere ».
Si appella ai fedeli affinchè non si distraggano e seguano le regole di vita e convivenza che il cattolicesimo impone. Nell’ambito dei propri compiti vede anche la missione dell’«l’evangelizzazione » dello Stato e degli Stati affinchè il Diritto si confronti, si misuri e si adegui alle suddette regole.
Per la Chiesa l’aborto è un peccato, un delitto, contro Dio e gli uomini.
E per lo Stato ?

L’esperienza che ci deriva da vent’anni di applicazione della legge 194 sull’aborto, ci mostra come in realtà il ricorso all’interruzione di gravidanza prescinda in una certa misura « dall’informazione sulla contraccezione ». In realtà in Italia è ancora difficile poter avere una corretta informazione sulla contraccezione, perché, nonostante tutto, le unità sanitarie locali e i consultori familiari pubblici non vedono al proprio interno – nella adeguata misura - personale sufficientemente laico in grado di fornire le informazioni. Né esiste o è mai esistita una vera campagna a vasto di livello di informazione sui metodi contracettivi : a bizzeffe invece se ne sono viste di campagne per la prevenzione del contagio da HIV, per la « prevenzione » dall’uso delle droghe, per la « prevenzione » della guida in stato di ubriachezza. Che lo Stato non ritenga « politicamente corretto » o necessario informare le donne – e gli uomini – sui sistemi contracettivi disponibili è un dato di fatto.
Ancora una volta dunque ci troviamo di fronte al fatto che lo Stato decide cosa è bene per noi.

Purtroppo mi è capito di constatare in diverse occasioni che alla base di questa inadeguata informazione sulla contraccezione e quindi sulla prevenzione delle interruzioni di gravidanza, vi è il velato retropensiero che alla « donna » non gliene importi granchè di abortire, e cha anzi veda nell’aborto un sistema contracettivo. Ho potuto riscontrare questo atteggiamento in diversi operatori in campo sanitario – medici, inefermieri, consulenti familiari – invasi forse dalla frustrazione di trovarsi di fronte a casi di interruzioni di gravidanza ripetute più volte dalla stessa persona.
Ma questa convinzione è profondamente ingiusta oltre che errata.
Basti pensare che per interrompere una gravidanza in Italia oggi è necessario rivolgersi ad una struttura sanitaria, parlare con il medico che – per legge – ti deve chiedere perché vuoi abortire, se ci hai pensato bene, dopodichè illustrerà sommariamente alcuni sistemi contracettivi. Il medico rilascia un certificato e prescrive degli esami, con i quali bisogna rivolgersi agli sportelli dell’ospedale per il pagamento del ticket (dove solitamente subito dietro le spalle dell’interessata vi è una fila di persone che ascolta cosa, quanto e perché devi pagare). Poi ci si rivolge alla caposala del reparto di ostetricia per prendere l’appuntamento per l’intervento. Il giorno dell’intervento ci si ritrova in corsia con puerpere felici piene di parenti intorno che ti chiedono come mai sei lì, mentre nel bel mezzo del festeggiamento di un lieto evento un’infermiera entra in camera chiamando « nomecognome per l’interruzione ! ». E dopo tutto questo, in sala operatoria, il più delle volte la donna si trova ad incontrare lo sguardo gelido del medico che sta pensando « ma perché cavolo non ho fatto l’obiettore di coscienza » e inizia sul tuo corpo un intervento che, per quanto dolce possa essere, è pur sempre un intervento.

Eppure vi sono donne che hanno alle spalle più di un aborto. La ricerca del perché può essere l’obiettivo della comunità : ma certamente non si possono vincolare ad essa la legalità o le modalità di attuazione di una scelta che, per uno Stato laico, non può che riguardare l’intimità dell’individuo e della sua coscienza. E del suo corpo.
Ecco perché la legge 194 andrebbe rivista, lasciando competenza anche alle strutture sanitarie private (consultori familiari o ambulatori) di eseguire le interruzioni di gravidanza.

Cosa succederebbe se l’uso della RU486 fosse legale ?
Molti passaggi verrebbero eliminati, limitando così al rapporto tra medico di fiducia e paziente una difficile ed intima decisione come quella dell’aborto.
Lo Stato deve garantire al cittadino il diritto alla cura e alla scelta della soluzione migliore – a parere insindacabile del cittadino - del suo stato di difficoltà. Questo i cittadini dovrebbero aspettarsi dalle forze politiche.
E’ necessaria una nuova azione di sensibilizzazione e – forse – di disobbedienza civile sul tema della contraccezione e dell’aborto, affinchè l’Italia possa adeguarsi alle condizioni attuali a riguardo di molti paesi europei e degli Stati Uniti.

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LIBERTA' DI CURA

In Italia si distingue una "medicina ufficiale". Regole e criteri di questa distinzione sono stabiliti dalla potentissima lobby delle multinazionali farmaceutiche che indirizzano la ricerca nei settori più redditizi e scomunicano altri metodi di cura definendoli - con un mezzo sorriso - "alternativi".
Il caso del dottor Di Bella è un esempio italiano, e non è l'unico.
L'unico scienziato al mondo premiato due volte con il Nobel, Linus Pauling, scopre nella vitamina C associata alla Lisina il più potente deterrente naturale alle malattie cardiovascolari: dato il prezzo assolutamente irrisorio di questi due elementi rispetto ai diffusissimi interventi di angioplastica, contro di lui si scatena una vera guerra denigratoria e diffamatoria da parte delle corporazioni medico-farmaceutiche. Le sue scoperte non sono scientificamente ammissibili.
Trent'anni fa un giovane fisioterapista di bambini cerebrolesi, Glenn Doman, scopre che applicando un metodo fondato sul precoce allenamento motorio e sulla stimolazione intellettiva, bambini gravemente menomati imparano a leggere, a scrivere e ad acquistare autonomia con diversi mesi d'anticipo rispetto a molti bambini sani. Anche il suo metodo, nonostante porti a testimonianza centinaia di casi, viene ritenuto scientificamente inammissibile. Oggi i genitori che vogliano tentare questa strada per migliorare la qualità di vita del proprio bambino leso, possono farlo andando a Philadelphia, qualora dispongano delle risorse.
L'informatore medico-scientifico ha come funzione principale quella di corrompere il medico con i gadget ed i premi aziendali e convincerlo che il suo antibiotico è migliore di quello della concorrenza. E' un mercato mulitimiliardario a spese dei diritti del cittadino malato. Occorre garantire strasparenza nella sperimentazione scientifica, corretta informazione e pari rispetto per i diversi metodi di cura. Il cittadino deve poter essere in condizione di scegliere.

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LEGALIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE

Migliaia di donne in Italia vengono sfruttate e ridotte in schiavitù, costrette alla prostituzione. E' un mercato redditizio e prolifico che trova il terreno migliore nei paesi proibizionisti. Poichè la richiesta non diminuisce - così come da sempre - il proibizionismo porta violenza, la negazione dei diritti fondamentali dell'individuo, la malattia.
Tra coloro che lasciano il proprio paese in cerca di condizioni di vita migliori e trovano invece lo sfruttamento, vi sono donne che scelgono la prostituzione anzichè la catena di montaggio.
In entrambi i casi, lo Stato laico deve garantire i diritti del cittadino e pretendere il rispetto dei suoi doveri. Legalizzazione della prostituzione dunque, e regolamentazione fiscale.

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LEGALIZZAZIONE DELLE UNIONI CIVILI OMOSESSUALI

Nella sua forma più semplice la famiglia è costituita da un uomo, una donna e i loro figli. Ma le società possono anche costruire tipi di organizzazione in cui legami e ruoli sono stabiliti non alla biologia ma dalla cultura. La volontà di "sacralizzazione" della famiglia da parte della Chiesa, che vede come scopo principale nell'unione tra due persone la procreazione, ha prodotto nuclei familiari spesso infelici, all'interno dei quali si perpetrano soprusi e violenze. In una comunità moderna, lo Stato deve garantire le unioni come patto tra persone responsabili, che può cambiare nel tempo e può sciogliersi.
Ancora oggi i cittadini che compiono scelte diverse per la ricerca della propria felicità sono discriminati e vilipesi. Ancora oggi la sessualità è considerata fatto marginale in questa ricerca, portando con la disinformazione inevitabilmente al pregiudizio. Lo Stato si piega al diktat cattolico e non si assume la responsabilità di dare ai cittadini una corretta informazione sulla contraccezione, educazione sessuale e demografica.
Lo Stato laico deve garantire le unioni civili omosessuali al pari di quelle eterosessuali, senza preconcetti morali o religiosi. Occorre che da subito si presentino proposte di legge, mozioni, risoluzioni che affermino il rispetto delle diversità come componente necessaria della convivenza civile.
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