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roma Email: ma.bonifazi@agora.it
AnnodiNascita: 1973 Sesso: F Professione: militante!
Statocivile: Figli: No  Figli_n: 0
Iscritto Al Partito Radicale O Altro Soggetto di Area Radicale:

Associazioni O Gruppi Che Sostengono La Candidatura

associazioni, gruppi, compagni, compagne, radicali e non...

Programma

risolvere a livello internazionale il problema del proibizionismo sulle droghe, per un antiproibizionismo che sia autentica liberalizzazione e non tolleranza...sui diritti umani particolare attenzione al problema delle mutilazioni genitali femminili...e tutto ciò che la lista radicali3000antiproibizionisti su tutto si proporrà di fare, pensare, organizzare....

Come Potranno GliElettori Controllare Che Tu Mantenga I Tuoi Impegni

Venirmi a dire: bhè, perchè non hai/avete mantenuto i tuoi/vostri impegni?!

Perche Gli Elettori Dovrebbero Votare Proprio Te

Me? piuttosto la lista radicali3000antiproibizionista su tutto...di cui anche io faccio parte....

riconcepire il nuovo possibile, oppure no

Tipo: Sottoscrivo la presentazione e mi candido Date: 19 Oct 2000 Time: 08:00:33

I radicali, da che esistono sono sempre alle prese per il diritto alla vita e per la vita del diritto. e di radicali nella storia ne esistono e ne sono esistiti tanti e, grazie a loro, il mondo, specificatamente quest'italietta piaciona e berlusconiana o dalemiana che sia, è un pò più bella (divorzio, aborto, obiezione di coscienza). Sottoscrivo la legge del capo...goliardamente e con affetto...sottoscrivo il progetto antiproibizionista su tutto e annuncio fin da ora che ho intenzione di candidarmi per una lista che si proponga, per il progetto politico del 2001, l'abolizione di tutte le leggi proibizioniste nei confronti delle droghe (pesanti o leggere). Per combattere il flagello del proibizionismo. Possono essere presentate proposte di legge, organizzare tavoli di informazione sulle droghe davanti alle scuole, riproporre lotte nonviolente (digiuno, incatenamento, marce cittadine, provinciali, regionali, nazionali o internazionali!). Insomma, cerchiamo, ed io cercherò per prima, di pensare a nuove (o vecchie, basta che efficaci) forme di lotte radicali perchè del proibizionismo non se ne può più! Mi rifarò viva al più presto con foto. "PRIMO VIVERE"...mi diceva un mio amico..."Primo vivere più liberi che si può" e se lo Stato ci vuole assistiti e infelici noi reagiamo con libertà individuale e felicità (un millimetro al giorno...) Grazie per l'attenzione. Maura

Contro le mutilazioni genitali femminili e la proibizione islamica del piacere sessuale alle donne.

From: maura Date: 07 Nov 2000 Time: 08:14:55

Stamattina ho letto un articolo pubblicato dal quotidiano Libero a proposito di una vicenda che riguarda una ragazzina di nome Miriam. Miriam, di origine maghrebina, si trovava ieri in una scuola romana ieri quando è stata portata in infermeria per un improvviso malore. Pensavano che si trattasse di malori dovuti alle mestruazioni. In effetti si trattava proprio di questo anche se il dolore era ancora più acuto perché Miriam era stata "infibulata" e quindi anche fare pipi è per lei causa di dolore. Portata in infermeria, hanno scoperto il suo "segreto". Dalla scuola hanno chiamato la madre che cercava in tutti i modi di sdrammatizzare l'accaduto, spiegando il fatto come una cosa normale, anche per lei stessa, sottoposta alla stessa pratica. La vicenda si è conclusa con la "sparizione" di questa bambina: in un'altra scuola dove nessuno sa o rispedita nel suo paese di origine, dove questa pratica dell'infibulazione è considerata una tradizione da rispettare e quindi non suscita nessuno scandalo. L'infibulazione consiste nel taglio delle piccole e grandi labbra e del clitoride. Il taglio viene praticato con strumenti rudimentali come coltelli, lame di rasoi, forbici e pezzi di vetro. Raramente questi strumenti vengono sterilizzati e, tranne negli ospedali, l'anestesia non è quasi mai impiegata. Si parla quindi di "escissione" a cui segue la ricucitura della vagina che verrà scucita dal marito quando riterrà opportuno farlo, e ricucita quando lui si allontanerà di casa. L'escissione serve a "frenare gli istinti animali della donna", che viene privata di tutte le parti sensibili al piacere. Per lei il rapporto sessuale sarà solo compiacimento del marito, e adempimento della funzione riproduttiva. Oltre a non provare piacere il rapporto, per le donne infibulate, è quasi sempre doloroso, spesso lancinante. Per questo che le donne propongono spesso ai mariti il rapporto anale, vietati in teoria dal Corano anche se alcuni islamici hanno osservato che un bravo marito può anche "sacrificarsi" se è per compiacere la moglie. Qualcuno dice che è un problema islamico. Attualmente la pratica dell'infibulazione viene praticata in Somalia, Etiopia, Eritrea, Kenya, Djibouti, Sudan, in più di ventisei regioni della penisola araba e in Asia, soprattutto in Malesia. In Italia sembra che vivano ufficialmente 38000 donne infibulate. Pur essendo questa pratica fuori legge, ogni anno, qui in Italia, 4000 bambine subiscono la stessa sorte delle loro antenate. A praticarle sono medici stranieri perché considerano tale pratica una tradizione da rispettare ma anche italiani senza scrupoli.... Bisogna fare qualcosa contro questo attentato alla femminilità e al suo diritto delle donne di poter provare piacere. Contro il proibizionismo islamico e la bestiale pratica dell'infibulazione pochi fanno qualcosa di veramente serio. A malapena se ne parla. Emma Bonino aveva sollevato il problema quando si era recata in Afghanistan ma poco o nulla si è risolto e milioni di bambine vengono mutilate dei loro organi genitali.

L'escissione del clitoride e annesse labbra è l'equivalente del taglio del pene, a mio avviso. Ma l'oscurantismo religioso sulla sessualità non riguarda solo l'Islam ma anche l'Italia dove la Chiesa cattolica pretende che lo Stato imponga con le leggi i suoi divieti. In Italia dovremmo seriamente batterci (sulla scia della manifestazione di domenica scorsa durante il giubileo dei politici, tutti premurosamente genuflessi) per la commercializzazione della pillola abortiva RU 486, il cui divieto legittima i benpensanti e penalizza chi, liberamente e consapevolmente, decide di non mettere al mondo un essere umano. Significativo è un episodio che mi ha coinvolto quando la polizia ci ha strappato lo striscione che avevamo aperto sul sagrato di S.Pietro (SI AL CONDOM, SI ALLA RU 486): mentre ci portavano in questura uno dei poliziotti mi ha detto "Bisogna andare alla radice dei problemi - rispetto alla RU 486 - e chiedere 'Perché abortisci?'". Sono rimasta a bocca aperta. Gli ho chiesto l'età. Era un mio coetaneo. Ho sorriso, amaramente perché anche lui, nonostante la giovane età, pensa che le donne non sappiano rispondere da sole alla domanda "perché abortisci" e abbiano bisogno di un tutore, possibilmente maschio. Un lungo filo che unisce la paura dell'uomo nei confronti della sessualità femminile, nel mondo islamico come in quello cattolico.

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