2013 05 17 Sciopero della fame, terzo giorno. "La realtà che ci umilia in Europa" per certa politica è solo "Facite Ammuìna". Seconda missiva al Presidente della Repubblica.

Terzo giorno. Seconda missiva al Presidente della Repubblica, fuori dai denti (amari) di Mr.Bittertooth. Per il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, "la riforma della giustizia non è una priorità"**. Robe da matti. Ma il Presidente, quell'altro, quello della Repubblica, non dice niente?

Intanto, nel carcere di Avellino, la tortura carceraria si arricchisce di un nuovo metodo: manca l'acqua, problemi di pressione "strutturali" (non è un tubo che perde), e si procede al razionamento. Va be'. Va bene niente! (Scrivi anche tu al Presidente.

Signor Presidente,

avrei voluto scriverLe anche ieri, ma poiché ieri i media ci hanno informato di una dichiarazione del Presidente della Commissione Giustizia del Senato, per il quale la riforma della giustizia non sarebbe "una priorità", per cui se ne può riparlare "tra qualche mese", ho pensato di soprassedere di un giorno con questa seconda missiva.

Per la giustizia non valgono i "ce lo chiede l'Europa". Che importano i diritti umani, eccetera. "Non è una priorità" -- lo dice il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, eh, mica Fracacchio da Velletri.

Le parlo così fuori dai denti, Signor Presidente, perché a mio modestissimo avviso occorre anche recuperare il senso della realtà e quindi anche del ridicolo. Non si può andare avanti con questo atteggiamento borbonico da "Facite Ammuìna": con tutte le precisazioni storico-filologiche del caso che ci dicono che quel famoso ordine è molto probabilmente un falso, il problema è che su questa terrorrizzante situazione della giustizia (e non solo delle carceri), l'"ammuìna" sembra proprio essere la parola d'ordine: "e chi nun tiene nient'a fa', s'arremeni accà e allà". Ma basta, Signor Presidente.

La situazione della giustizia è "una realtà che ci umilia in Europa". Se non interviene Lei, magari con un messaggino alle Camere, la giustizia italiana continuerà a essere fonte della nostra umiliazione.

Lei ha detto bene, Signor Presidente, quanto segue -- quasi due anni orsono: "C'è un'emergenza assillante, dalle imprevedibili e al limite ingovernabili ricadute (...). Sappiamo che la politica, quale si esprime nel confronto pubblico e nella vita istituzionale, appare debole e irrimediabilmente divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise. Ma non sono proprio scelte di questa natura che ogni giorno di più si impongono, dinanzi alla gravità dei problemi e delle sfide che ci incalzano (...)? Non dovremmo tutti essere capaci di un simile scatto, di una simile svolta, non foss'altro per istinto di sopravvivenza nazionale?

Ci si rifletta seriamente, e presto, da ogni parte." []

Era il 28 luglio del 2011, Signor Presidente!

Allora oggi rifletto sul terzo giorno di sciopero della fame, tanto non c'è fretta. Nei primi giorni di uno sciopero della fame, va bene bere molta acqua, a scopo depurativo e anche perché allarga lo stomaco, si ha quasi l'impressione di aver mangiato.

Almeno si può bere! E' una buona notizia, diversa da quella che, sempre ieri, è stata diffusa a proposito del carcere di Avellino, dove l'acqua (l'acqua, Signor Presidente) è razionata. Non per un guasto per cui si chiama l'idraulico che italicamente ripara il tubo in trenta minuti e va via senza rilasciare fattura. No no, anche qui, è un fatto strutturale, che colpisce l'intera comunità penitenziaria:
"L'apertura del nuovo padiglione detentivo all'interno del carcere di Avellino, che ha visto aumentare i detenuti da 450 a 650 unità, ha mandato in tilt la fornitura dell'acqua e i poliziotti sono costretti a chiudere l'acqua in determinate fasce orarie della giornata per consentire all'impianto idrico di riacquistare pressione per la successiva erogazione con evidente malessere presso la popolazione reclusa, destinato a crescere nella imminente stagione estiva con ricadute sul piano della sicurezza e delle condizioni igienico-sanitarie", si legge in un comunicato del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

Il Sappe, nella nota al ministro della Giustizia, sottolinea anche "come analoghe disfunzioni si presenteranno in relazione alla prossima apertura del nuovo padiglione detentivo annesso al carcere di Santa Maria Capua Vetere con particolare riferimento alla fornitura dell'acqua gia' compromessa da un impianto idrico inadeguato, a cui si accompagna il fenomeno della non potabilita' dell'acqua, come da accertamenti compiuti dall'Arpac".

Grazie dell'attenzione e buona giornata.

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Gaetano Dentamaro

ps:
** tgcom24.mediaset.it: Nitto Palma, Presidente della commissione Giustizia del Senato: "Riforma giustizia non è priorità"

** tv.ilfattoquotidiano.it: Nitto Palma: “La riforma della giustizia non è una priorità”