2013 05 19 Anche ieri, cioè oggi, ho scritto al Presidente (che vergogna). 5° giorno di sciopero della fame per l'interruzione della flagranza criminale in cui versa la Repubblica e l'#amnistia. La sentenza della Grande Chambre. Eccetera. :-)

2013 05 19 Anche ieri, cioè oggi, ho scritto al Presidente (che vergogna). 5° giorno di sciopero della fame per l'interruzione della flagranza criminale in cui versa la Repubblica e l'#amnistia. La sentenza della Grande Chambre. Eccetera. Smile

Però la lettera non l'ho salvata, dalle 3 di notte si sa comincia l'ora del diavolo: i manoscritti non bruciano, le parole scritte direttamente nei moduli client-server di internet sono un flusso di elettroni che in questo caso hanno stampato una certa configurazione di stati magnetici sul disco fisso del mail server del Quirinale. Sicché quello che c'era scritto è adesso solo tra me e gli addetti tutti, fino ovviamente al Primo Magistrato della Repubblica. Ringraziandoli tutti per il loro lavoro, ecc., se di qualche interesse pubblico potranno trarne le dovute conseguenze.

La notizia: la Grande Chambre, cioè l'istanza di appello della Corte Europea dei Diritti umani, ha confermato la sentenza-pilota di condanna emessa già l'8 gennaio scorso avverso il nostro paese (l'ItaGlia: che aveva persino fatto ricorso), da decenni reo di violazione dell'articolo 3 ("Divieto di tortura") proprio della Convenzione Europea dei Diritti Umani, in ispecie per la pratica reiterata e consapevole di trattamenti inumani o degradanti nelle galere nostre patrie, a parte la questione dell'irragionevole durata dei processi e complessivamente dell'intera giustizia italiana.

Sì, ciò a parte, cioè la parte che colpisce non "i cittadini delinquenti" ma i cittadini tutti, anche gli onesti e anche quelli fuori dall'Europa, la Corte Europea dei Diritti umani condanna l'Italia per trattamenti inumani e degradanti. Di questo si tratta, nota per ogni cittadino in rete che condivide sui social media l'orrore della Siria, quello del Tibet e della Nigeria, Guantanamo o la Grecia e la Turchia, o l'orrore-bufala della "nuova direttiva europea contro le sementi tradizionali".

Non è una notizia tutto questo; che: "La guerra non viene più dichiarata, ma proseguita. L'inaudito è divenuto quotidiano." **

Marco Pannella -- è vero che ha interrotto la sua lunga azione di Satyagraha allo sfinimento, per alcuni atri di questi fronti di lotta; sospeso lo sciopero della fame (o della sete? Boh, chissà), torna oggi dalle Nazioni Unite a New York e ci dirà (oh sicuramente ce lo dirà) qual era la posta in gioco; forse solo una piccola questione pro domo sua e del suo inesistente, perfetto come il cavaliere Agilulfo, Partito radicale transnazionali, che all'improvviso la Grande Cina voleva schiacciare ed espellere dall'ECOSOC -- chiudendo così la bocca, dopo vent'anni, ad ogni oppositore e dissidente uiguro o ceceno, cubano o montagnard o rappresentante di qualche popolo nemmeno riconosciuto, cui il Partito stesso ha dato voce e diritto di parola nel consesso ECOSOC di Ginevra. Là dove il Partito ha saputo portare al dialogo popoli oppressi, non riconosciuti, dissidenze e minoranze di stati "non pienamente democratici", alla politica e alla lotta federalista, europea od occidentale, quanti altrimenti avrebbero avuto la sola alternativa della rivolta, dell'insurrezione armata o della guerra civile. In qualche caso persino riuscendo a essere influenti, almeno per un minimo.

Sullo sfondo di tutto ciò, ovviamente, l'orrore; ma in primo piano, l'esile, macché, appunto, l'inesistente struttura di un partito "transnazionale", uno e uno soltanto, nel mondo che si vuole globalizzato, cosmopolita.

Proprio un'ironia della sorte che il primo e finora l'unico, di questi possibili partiti transnazionali, sia bene in chiaro proprio il partito radicale di Marc Pannella (e di Emma Bonino, non dimentichiamo Emmma Bonino! e nemmeno magari dimentichiamo tutti gli altri, i suoi "adepti" e "seguaci", forse in numero di: 300? in Italia e nel mondo? che sono essi stessi, con Pannella, un'intera classe politica mondiale dirigente -- scoppiate a ridere adesso, perché nell'ineletta schiera mi ci metto anch'io, il sempre vostro Mr.Bittertooth), partito "NONVIOLENTO-GANDHIANO • TRANSNAZIONALE • TRANSPARTITO • DEMOCRATICO • AMBIENTALISTA • ECOLOGISTA • FEDERALISTA DEMOCRATICO • LAICO • FEDERALISTA EUROPEO • LIBERALDEMOCRATICO • LIBERALSOCIALISTA • LIBERTARIO • ANTIAUTORITARIO • ANTIPROIBIZIONISTA • ANTIPARTITOCRATICO • ANTIMILITARISTA • ANTICLERICALE • ESPERANTISTA".

Eppure Pannella, l'onorevole militante radicale di cui nessuno ormai più s'interessa, a cui i suoi stessi compagni chiedono (o almeno, chiedevano fino a solo qualche settimana fa, a parte l'averlo fatto, alcuni, per tutta la vita) un silenzio ritiro e il pensionamento; Pannella l'intellettuale non solitario ma solo, quasi un appestato per tutti i suoi stessi concittadini, d'ogni rango e statura morale o politica, sembra, a volte, per usare il massimo dell'eufemismo, persino per alcune icone della sua stessa matrice, uno di cui non è pronunciabile il nome, soprattutto se associato a problemi attuali, leggi A come antiproibizionismo, G come Giustizia, E come Europa, N come nonviolenza o D come Diritti civili, (o I come Israele nell'Unione Europea), solo per citare alcune lettere dell'alfabeto.

Ma torniamo a bomba, all'attualità, cioè intanto, per quello che mi riguarda, questo 5° giorno di sciopero della fame " per l'interruzione della flagranza criminale in cui versa la Repubblica e l'#amnistia ", per l'abolizione delle leggi criminogene, per la riforma della giustizia...

E dell'economia: secondo la Banca Mondiale, l'ingiustizia" ci costa da 1 a 5 miliardi -- oppure qui; è l'impatto in investimenti esteri in Italia -- investimenti che ci mancano sic stantibus rebus, e che potrebbero arrivare se l'ammnistrazione italiana della giustizia civile e penale rispondesse a standard europei; e se parliamo di altre lotte storiche radicali, nonviolente, transnazionali, come quella da sempre incardinata contro il probizionismo criminale e criminogeno, valutando l'impatto del mercato del narcotraffico a cifre astronomiche di centinaia di miliardi (come tanto bene sa fare nei suoi saggi per esempio appunto Roberto Saviano)... anche su questo fronte ci si accorge che nel loro parlare di diritti civili e di stato di diritto i radicali snocciolano cifre e dati economici -- altro che "i radicali non si occupano di economia". In realtà ci occupiamo di questioni appunto radicali, cerchiamo di andare alla radice del problema.

Le cose ritornano, irrisolte: il partito radicale rifondato del 1963, con la sua agenzia, con Pannella giornalista, andava lancia in resta contro l'intreccio di potere clericale a Roma, nell'assistenza sanitaria in mano al Vaticano; cinquant'anni dopo, siamo ancora a discutere di "prima casa sacra agli italiani" -- e soprattutto agli enti religiosi, dispensati dall'IMU, anche qui in violazione di norme europee! I radicali, ancora una volta, stanno lì, sta lì quel Marco Pannella, lui da solo a fare (o a pretendere di fare) il diaologo con e anche nella Chiesa, proprio adesso che un papa sembra arrivato che vuol partire dalla povertà.

O potremmo aprire un paragrafo, se non l'intero capitolo, di 50 anni di lotte, grazie a Marco Pannella (state tranquilli: dopo di lui, il vuoto, cioè noi, da Emma Bonino in giù), sul #Iniziative_e_campagne_del_movimento_radicale_.28anni_sessanta_-_2005.29" target="_BLANK">disarmo, contro lo sterminio per fame, per la democrazia e il diritto, che sono ragion d'essere della fondazione del partito transnazionale, tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso. Inascoltati, certo, sconfitti, certo, i radicali di ieri e quelli di oggi. Ma anche solo a partire da qui, da questa Itaglia (dove le carceri sono tortura e la giustizia non funziona, eccetera), dai suoi politici e intellettuali, dalla nostra scarsa o sporadica verve militante, sia pure quella che si esprime solo nel dire via socialmedia, @twitter e via FB, "sono qui, posto dunque sono" -- chi vuole partire per un mondo più bello e più giusto, non ha che da ripartire da qui: da un partito "NONVIOLENTO-GANDHIANO • TRANSNAZIONALE • TRANSPARTITO • DEMOCRATICO • AMBIENTALISTA • ECOLOGISTA • FEDERALISTA DEMOCRATICO • LAICO • FEDERALISTA EUROPEO • LIBERALDEMOCRATICO • LIBERALSOCIALISTA • LIBERTARIO • ANTIAUTORITARIO • ANTIPROIBIZIONISTA • ANTIPARTITOCRATICO • ANTIMILITARISTA • ANTICLERICALE • ESPERANTISTA", con tutte le conseguenze e le iniziative del caso. Dentro quest'armatura del partito, potrebbero starci tanti inesistenti cavalieri, perfetti nella teoria, per una volta saremmo perfetti anche nella pratica. Ci basterebbe avere la qualità dell'esistenza e potremmo menare fendenti da orbi e conquistar quel sol dell'avvenire.

Tagliando corto, e dopo vado a farmi una canna: lettere al Presidente della Repubblica, vi va?

--
G.

** "L'eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.

Viene conferita
quando non accade più nulla
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l'ombra di eterno riarmo
ricopre il cielo

Viene conferita
per la diserzione dalle bandiere,
per il valore di fronte all'amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l'inosservanza
di tutti gli ordini."

Ingeborg Bachmann
(Klagenfurt, 1926 - Roma, 1973)