"Marco, facci sognare"
Marco Pannella e i dirigenti riformatori arrestati a Porta Portese per aver distribuito tentato di distribuire hashish e marihuana sono stati rimessi in libertà poco dopo le 20 di domenica 27 agosto. Dosi di hashish confezionate in bustine trasparenti con il simbolo del movimento e piante di marihuana sono state sequestrate dagli agenti di polizia, per impedirne la distribuzione.
Il tavolo era stato aperto già alle ore 8.30; ma la raccolta firme era iniziata solo più tardi, quando alle 9.10 è arrivato il cancelliere. Lungo i 15 metri di legno instabile, una decina di amanuensi sono stati impegnati in continuazione nella raccolta. L'atmosfera era serena, ma la tensione si avvertiva nell'aria. Verso le undici, lo slargo di Piazza Ippolito Nievo era affollatissimo di persone, quando un corteo di una decina di auto della Digos andava a prender parcheggio su Viale Trastevere.
Marco Pannella monta su di una sedia, dietro il tavolo dove si continuano a raccogliere le firme. Impugna il megafono e inizia a leggere una "Dichiarazione solenne" dei militanti impegnati nell'azione di disobbedienza civile. "Voce, voce!" chiede la folla. "Se volete sentire avvicinatevi qui davanti: la voce è quella del megafono" urla Pannella. "Io non sono come D'Alema che sentite in televisione. A me mi dovete sentire da qui".
Poi Marco Pannella dà lettura della "Dichiarazione", in un silenzio quasi irreale. Cominciano adesso a dipanarsi le diverse e autonome azioni dirette.
"Dobbiamo subito dare una notizia di reato" alla Polizia" dice Pannella.
"Qui tra noi ci sono sette persone: una di loro ha un grammo virgola otto di hashish". Alcuni giorni fa, a Riccione - ancora prima della battaglia di Ferragosto - sette giovani romani, sei ragazzi e una ragazza, furono fermati in Via Ceccarini, e portati in Questura. Ad uno di loro viene trovata la quantità di hashish di cui si è detto. I ragazzi, tutti sotto i 25 anni, sono incensurati, ma non importa: vengono arrestati con l'accusa di spaccio, e sbattuti in galera. Il gip conferma l'arresto. Sei vengono scarcerati cinque giorni dopo; uno di loro si precipita alla sede del Partito radicale e dei Club Pannella a Roma, per denunciare questa vicenda incredibile. La ragazza, senza soldi, senza vestiti, in quel momentoi è ancora in carcere, a Forlì, e sarà scarcerata solo in seguito.
Sette militanti pannelliani, sei ragazzi e una ragazza si autodenunciano in piazza per il possesso di 1,8 grammi di hashish.
Pannella: "Arrestate anche loro o le centinaia di giovani che sono oggi in galera per un analogo motivo sappiano di essere dei sequestrati dallo Stato e dalle leggi di giustizia ingiusta". I sette militanti sono condotti via dalle forze dell'ordine.
All'altro lato del tavolo, i militanti distribuiscono i semi di canapuccia acquistati poco prima. Sì: anche i semi di canapa del canarino possono produrre una buona capana da fumo, o da tè. Ma anche questo è reato.
Paolo Vigevano innalza due piante di marihuana. Sono le ore 11.30. Vittorio Pezzuto e Benedetto Della Vedova, coordinatore e tesoriere del Movimento, con Rita Bernardini segretaria nazionale, e Mimmo Pinto, già deputato e membro del Consiglio generale dei Club Pannella, Paolo Vigevano parlamentare riformatore e Marco Pannella, deputato europeo, iniziano la distribuzione dell'hashish.
Marco Pannella: "Perché non ci siano equivoci: ho qui cento grammi di hashish ma non posso darveli, perché la Polizia non lo permette".
In flagranza del reato di "cessione gratuita" di hashish e marihuana, cosiddette "sostanze stupefacenti", l'arresto è obbligatorio anche per i parlamentari. Secondo le leggi vigenti, la pena puòarrivare fino a 20 anni di carcere e 150 milioni di multa. Sono fermati e condotti in Questura.
I militanti fermati vengono rilasciati alle 16. A uno di loro è stato sequestrato l'hashish corpo del reato: "tre grammi di sostanza netta", recita il verbale di Questura, "occultata nella tasca anteriore dei pantaloni".
Alla stessa ora circa, arriva la decisione del procuratore di turno Francesco Misiani, incaricato del caso: Pannella e gli altri arrestati vengono "assegnati al proprio domicilio" - una delle nuove norme previste dalla legge sulla custodia cautelare, e poi tornano a piede libero, per una nuova decisione del PM poco dopo le 20.
Centinaia di persone hanno partecipato entusiaste e sostenuto l'azione con grande compostezza civile. Al tavolo sono state raccolte 1.500.000 lire di contributi e 340 firme è.
Radio radicale ha seguito in diretta l'evento, e raccolto per tutto il giorno opinioni e commenti di cittadini da tutta Italia in Filo diretto.
Centinaia di migliaia di firme sono ora necessarie nelle segreterie comunali di tutta Italia per rilanciare l'iniziativa per le riforme liberali, liberiste e libertarie che tutti i cittadini attendono e che devono saper realizzare.