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Comitato internazionale per l'uguaglianza e la democrazia in Costa d'Avorio

Novità: Ultime Notizie

Manifestazione

venerdì 29 dicembre, alle ore 15 davanti all'Ambasciata della Costa d'Avorio a Roma, via G. Saliceto, 6

COMUNICATO STAMPA

Di fronte al ripetersi, in Costa d'Avorio, sotto il regime del Presidente Laurent Gbagbo, di atti di arbitrio e di barbarie, e al proseguimento della deriva totalitaria iniziata dal regime militare del generale Robert Guei,

di fronte agli arresti arbitrari, agli stupri di donne perpetrati dalle forze di polizia, alle torture e ai trattamenti degradanti,

di fronte al divieto di manifestazioni pubbliche,

di fronte all'esclusione arbitraria della popolazione del nord del paese e dei musulmani in generale dalle elezioni legislative,

di fronte alla strategia della tensione che domina la capitale Abidjan e tutto l'interno, alle minacce di vandalismo che bloccano le attività economiche,

dopo che il Comitato internazionale per l'uguaglianza e la democrazia in Costa d'Avorio ha organizzato uno sciopero della fame di 15 giorni al quale hanno partecipato oltre 80 persone, mentre il Presidente Laurent Gbagbo ha continuato la sua politica di violazione dei diritti umani, in disprezzo degli appelli della comunità internazionale e delle associazioni nazionali per la difesa dei diritti umani,

il comitato internazionale per la democrazia e la legalità in Costa d'Avorio si appella ancora una volta alla coscienza politica internazionale sulla situazione del Paese.

Noi reclamiamo, in nome del rispetto dei diritti umani, la liberazione di tutte le persone arrestate arbitrariamente, e, tra queste, dei generali Palenfo e Coulibally, arrestati arbitrariamente dal generale Guei e ancora detenuti dal Presidente Gbagbo ormai dall'8 novembre scorso, malgrado gli appelli della comunità internazionale.

Il Comitato dà appuntamento a tutte le persone che hanno a cuore la legalità, lo Stato di diritto e la democrazia, per una manifestazione di preghiera di fronte all'ambasciata della Costa d'Avorio, per denunciare e cobattere tutti gli abusi e la deriva totalitaria iniziata dal regime del generale Guei e che prosegue sotto il potere del Presidente Gbagbo.

La nostra lotta per la democrazia e la legalità è condotta come movimento della società civile, senza alcun rapporto con partiti politici o personalità politiche ivoriane. La nostra lotta comincia con la critica alla costituzione imposta dal generale Guei, che, sebbene accettata da tutti i partiti politici ivoriani, introduce elementi di fondamentalismo e di tribalismo e di divisione del popolo ivoriano in cittadini di diverse categorie e con diversi diritti.
Questa costituzione riprende le tesi di esclusione dalla "ivorianità", già enunciate dalle politiche di chiusura e di rifiuto messe in atto dal passato regime del Presidente Bedié, politiche che hanno creato i presupposti della guerra civile tra gli ivoriani.
L'applicazioni di tali criteri di "ivorianità" non può garantire, come si pretenderebbe, la definizione di un criterio laico di cittadinanza, nè la fondazione di una repubblica laica, come appunto preteso, ma al contrario, di una Stato partigiano, fondamentalista, basato su criteri religiosi che escludono di fatto dalla vita politica del paese la popolazione musulmana, ovverossia il 40% degli ivoriani, 7-8 milioni di persone.

D'altra parte, questa costituzione, mal ricalcata sul modello francese, affida al Presidente poteri esorbitanti e indebolisce il potere legislativo e quello giudiziario al punto da renderli schiavi dell'esecutivo.

Il Comitato internazionale per la libertà e la democrazia in Costa d'Avorio ha combattuto questa Costituzione nella quale ha riconosciuto i germi dell'esclusione e della dittatura. Se ne è servito il dittatore Guei, e continua a servirsene il Presidente Gbagbo, e abbiamo tutti potuto verificare come quest'ultimo si faccia beffe dei diritti umani e sia impudente di fronte alla comunità internazionale nel rivendicare le sue tesi ultra nazionaliste. abbiamo tutti potuto verificare la realizzazione pratica di tutti i nostri timori: l'esclusione arbitraria dalla competizione elettorale dei partiti politici d'opposizione, gli arresti arbitrari, le stragi compiute contro manifestanti pacifici, gli stupri, le torture e l'applicazione della legge d'emergenza - imposta dal presidente dittatore grazie alla costituzione voluta dal generale dittatore e genocida.

Siamo per questo fermamente convinti che la soluzione ai problemi della Costa d'Avorio passi innanzi tutto dalla denuncia della Costituzione voluta dal generale Guei, e dalla libera e democratica formazione di un'assemblea nazionale che possa stendere la costituzione di una repubblica laica, democratica, fondata sui principi dello stato di diritto e sulla divisione dei poteri.

appuntamento venerdì 29 dicembre, alle ore 15 davanti all'Ambasciata della Costa d'Avorio a Roma, via G. Saliceto, 6.

Indirizzi Email in Costa d'Avorio

fratmat@africaonline.co.ci;
ivorycoast@un.int;
unmissionofcotedivoire@usa.net;
webmaster@pr.ci;
culture.ci@ci.refer.org;
bureco-fr@cotedivoire.com

Fraternite Matin email: fratmat@africaonline.co.ci

Web Site: Commission electorale nationale

Sito ufficiale della Presidenza della Costa d'Avorio:
eMail: webmaster@pr.ci

Ministero della Cultura:
eMail: culture.ci@ci.refer.org

Missione della Costa d'Avorio presso le Nazioni Unite:
- ivorycoast@un.int
- unmissionofcotedivoire@usa.net

Bureau Economico della Costa d'Avorio in Francia
- bureco-fr@cotedivoire.com

 

 

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