Marijuana Terapeutica: Reibman (Lista Bonino), Noi non ci arrendiamo
La marijuana per combattere gli effetti collaterali della chemio nei malati tumorali, la nausea e il vomito, e l’inappetenza nei malati di Aids. INTERVISTA A YASHA REIBMAN (su "La Repubblica", cronaca Milano pag. 3): Il consigliere radicale: ai tecnici le domande sbagliate
INTERVISTA A YASHA REIBMAN (su "La Repubblica", cronaca Milano pag. 3)
Il consigliere radicale: ai tecnici le domande sbagliate
REIBMAN: MA NOI NON CI ARRENDIAMO
17 Luglio 2002- “L’assessore Borsani con questa commissione ha scoperto l’acqua calda. Una commissione che ha il compito di studiare l’uso della cannabis nella terapia del dolore non poteva che dare questo risultato. In realtà noi chiedevamo di regolamentare l’uso della marijuana per combattere gli effetti collaterali della chemio nei malati tumorali, la nausea e il vomito, e l’inappetenza nei malati di Aids. Il dolore non c’entra nulla”. Così Yasha Reibman, medico, consigliere regionale, che ha promosso la mozione sulla marijuana terapeutica approvata a larga maggioranza a maggio in Consiglio regionale.
E allora perché si è puntato tutto sul dolore?
“Perché l’assessore questo ha chiesto ai medici della commissione. La terapia del dolore non ha a che fare con la cannabis e loro, che sono persone serie, gli hanno risposto che è un analgesico, ma che ce ne sono di migliori, ed è vero. E sono così seri che hanno anche ricordato tra le righe che la cannabis è utile sui nausea e vomito. non potevano fare altrimenti, combatte questi sintomi senza ombra di dubbio, e forse anche altri. poi non ne hanno tratto le conclusioni perché non era quello che Borsani aveva chiesto. Conclusioni a cui, invece, si è arrivati in Inghilterra, Germania, Israele, Australia, Canada, paesi all’avanguardia nella medicina, dove dicono: noi usiamo la canapa indiana. E non sono certamente paesi antiproibizionisti”.
Nausea, vomito, si combattono anche con altri farmaci?
“Sì, ma non in modo altrettanto efficace. C’è la sensibilità individuale, non tutti i farmaci funzionano su tutte le persone. in Italia ci sono 500mila malati tumorali, la maggior parte fa la chemio, una parte non riesce a combattere gli effetti collaterali se non con la cannabis. Li dobbiamo condannare a vomitare o obbligarli ad andare in farmacia a Piccadilly Circus? La canapa in Italia è il diavolo, ma questo non è un ragionamento scientifico”.
Che farete ora?
“Ringraziamo Borsani dell’interessamento ma chi decide è il ministro Sirchia o il parlamento. Cento professori universitari hanno aderito al nostro appello sull’uso terapeutico della canapa. Si sono espressi a favore Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini. Lavoreremo a livello nazionale a partire da questo appello”.
Anna Cirillo


