PROIBIZIONISTI SVEDESI ATTACCANO I RADICALI
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del network proibizionista svedese, Hassela, sulla campagna per la riforma delle Convenzioni ONU della Lega Internazionale Antiproibizionista.
DROGA: PROIBIZIONISTI SVEDESI ATTACCANO I RADICALI Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del network proibizionista svedese, Hassela, sulla campagna per la riforma delle Convenzioni ONU della Lega Internazionale Antiproibizionista.Stoccolma, 31 gennaio 2003ATTENZIONE: I LEGALIZZATORI SI RIVOLGONO AI PARLAMENTI NAZIONALIIn una mossa alla ricerca disperata di sostegni per i loro piani in favore della legalizzazione delle droghe, Marco Cappato, Marco Perduca, e Arnold Trebach hanno inviato una lettera ai parlamenti nazionali chiedendo ai legislatori di tutto il mondo di firmare l’appello internazionale per “la creazione di un sistema di leggi più efficiente in materia di droghe.”L’Hassela Nordic Network è venuta a conoscenza dell’iniziativa da alcuni deputati norvegesi che hanno allertato il gruppo citando in particolare il passaggio della lettera di Cappato, Perduca e Trebach in cui si chiede il sostegno per una campagna “per riformare le Convenzioni ONU sulle sostanze stupefacenti in vista del Segmento Ministeriale della Commissione Narcotici delle Nazioni unite che si terra il 16 e 17 aprile del 2003 a Vienna.”Le firme in calce alla lettera sono di noti propositori della legalizzazione delle droghe, ormai attivi da tempo nel portare avanti le proprie iniziative di riforma delle Convenzioni ONU in materia di droghe.I lettori del sito web dell’HNN ricorderanno che Cappato, Perduca e Trebach avevano organizzato lo scorso 15 e 16 ottobre al Parlamento europeo la conferenza ‘Out from the shadows, ending prohibition in the 21st century’; in quell’occasione, Cappato, nel suo discorso di apertura, aveva annunciato che l’appuntamento di Bruxelles sarebbe stato il primo della campagna ‘Out from the shadow’.Sempre a Bruxelles, Perduca aveva parlato della strategia generale della campagna soffermandosi in particolare su uno studio che avrebbe dovuto delineare il merito della revisione di due delle Convenzioni ONU. La terza, secondo Perduca di natura diversa, doveva essere trattata separatamente. Nel suo intervento in plenaria Perduca si era soffermato anche sulla necessita’ di trovare un gruppo di Paesi al fine di sostenere un tale processo di revisione dei documenti ONU. “il Belgio e altri paesi” aveva detto Perduca “stanno già lavorando in questa direzione e potrebbero dare dei contributi positivi alla campagna.”Allo stesso tempo Perduca aveva anche auspicato un coordinamento a livello del Consiglio Economico sociale delle Nazioni unite a all’interno dell’ONU stessa, del suo Ufficio per il controllo delle droghe e dell’organizzazione Mondiale per la sanità”.Secondo Perduca non era ancora chiaro come “attaccare le Convezioni ONU”. “si tratta di un’impresa che puo’ essere portata avanti solo dai Governi e, mai prima d’ora, si è tentato un coordinamento di questo tipo.Noi abbiamo le munizioni, i Governi sono le nostre armi!”, in conclusione del suo intervento Perduca aveva menzionato altri Paesi come la Svizzera, il Canada, I Paesi bassi e Paesi nordafricani e latino-americani.Arnold Trebach, invitato in quanto “esperto americano”, non ha mancato di chiarire quali fossero le sue posizioni per minare le convenzioni ONU. Trebach, che è a favore della legalizzazione di tutte le droghe, e i suoi amici cospirano per legalizzare le droghe.Il network Hasela si rende disponibile a inviare per posta elettronica il testo completo dell’intervento di Arnold Trebach (peraltro rintracciabile online al sito del Partito Radicale transnazionale www.radicalparty.org)“Noi della Lega Internazionale Antiproibizionista” aveva detto Trebach, che ne è Presidente ”siamo a favore della legalizzazione di tutte le droghe.Io lo sono da sempre.Di tutte le droghe, compreso il crack o l’extasy. Non vedo come si possa controllare queste potenti sostanze chimiche con il codice penale. Dovremmo cercare di convincere la gente a non usare le droghe sintentiche in particolare, ma non farla arrestare dalla polizia”.“Dobbiamo sviluppare dei modelli di legalizzazione che possano essere utlizzati da vari Paesi una volta ritirati dalle Convenzioni” aggiungeva Trebach “Ci sono vari approcci e noi dobbiamo aiutare quei Governi nella scelta del modello che preferiranno. Per far questo dovremo coordinarci tra Bruxelles, Roma e Washington.”Sebbene la camapagna della quinta colonna Mike Trace sia miseramente fallita con il suo licenziamento dall’UNDCP, altri suoi accoliti stanno continuando a lavorare per minare le Convenzioni ONU. Cappato, Perduca eTrebach sono tra i maggiori sostenitori di queste iniziative.Dopo essersi incontrati in una conferenza a favore della legalizzazione delle droghe a Tirana in Albania alla fine dell’anno scorso (in seno al Congresso del Partito Radicale Transnazionale) i legalizzatori sono ora diretti alla volta del Messico dove si terrà il summit sulla legalizzazione di Merida, nello Yucatan, dal 12 al 15 febbraio.Indovinate un po’ chi ci sarà? Marco Cappato, che fa parte del comitato organizzatore insieme a David Borden della DRCNet, anch’egli presente alla Conferenza al PE di ottobre scorso; Marco Perduca e Ethan Nadelmann, che, lo ricordiamo, era strettamente collegato alla iniziative di Mike Trace. Tra gli invitati di Merida figurano i capi Stato del Brasile, Lula da Silva; Uruguay, Jorge Batlle; Venezuela, Hugo Chávez e Ecuador, Lucio Gutiérrez. Siamo certi che nessun presidente della Repubblica che non sia immischiato in affari di droga accetterà l’invito a minare le campagne contro la droga.© HNN INTERNATIONAL CENTRE www.hnnsweden.com


