Maria Goretti, nata nel 1890 nelle Marche
Arriva lo sceneggiato su ... Santa Maria Goretti... fumeggiato scemeggiato papato... "La beatificazione fu fortemente voluta e favorita in Vaticano, negli anni della seconda guerra mondiale e seguenti, per dare un esempio ai giovani contro l'immoralità dilagante." (“Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti” di Giordano Bruno Guerri, Mondadori 1985 (nuova ediz. 2000), Euro 7,75)
ALESSANDRO TAPPARINI scrive su www.radicali.it (19 February 2003 1:5)
... ... Maria Goretti, nata nel 1890 nelle Marche, si trasferì con la famiglia di poverissimi contadini nelle Paludi Pontine, vicino a Roma (...) Era una bambina di appena undici anni resa ancor più piccola, nel fisico e nella mente, dalle spaventose condizioni di povertà e di ignoranza in cui viveva. L'assassino era un altro contadino, un ragazzo di 19 anni che non riuscì a violentarla e che la uccise per pazzia o per sfuggire, con la prigione, a una vita bestiale nella palude. Era il 1920. Sulla base dei documenti del processo penale e della causa di canonizzazione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce la storia di una santità sollecitata prima dalla reazione ultracattolica, poi favorita da Mussolini per dare una santa locale alle paludi bonificate, infine decisa da Pio XII per fornire un esempio di virtù in un "secolo corrotto e corruttore". Dalla prefazione: “Nel 1950 Maria venne proclamata santa, dopo rapidissimi e discutibili processi di canonizzazione.(...) Le miserabili condizioni culturali e sociali della bambina, che aveva undici anni e che era analfabeta e affamata, non le permettevano di sviluppare una religiosità consapevole. La sua resistenza allo stupratore fu comprensibilmente istintiva quanto il suo grido:'Dio non vuole!' Sacerdoti e pie donne fecero il possibile e l'impossibile, il lecito e l'illecito, (...) per accreditare la santità di Maria. Nei processi canonici l'assassino, principale testimone, venne cooptato a dire quello che si voleva dicesse. Nel processo canonico del 1935 trasformò un 'sì' in un 'no'. In quello del 1938 rischiò -per imperizia- di far crollare la causa contraddicendosi in continuazione (...)Per salvare la causa si ricorse al trucco e al falso di non trascrivere la sua deposizione. In seguito, ben addestrato, e completamente in balìa delle strutture ecclesiastiche per la propria esistenza, l'assassino disse tutto quel che si voleva dicesse, nel modo necessario alla Causa. La beatificazione fu fortemente voluta e favorita in Vaticano, negli anni della seconda guerra mondiale e seguenti, per dare un esempio ai giovani contro l'immoralità dilagante."
“Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti ” di Giordano Bruno Guerri, Mondadori 1985 (nuova ediz. 2000), Euro 7,75 (19 February 2003 1:5) Maria Goretti, nata nel 1890 nelle Marche, si trasferì con la famiglia di poverissimi contadini nelle Paludi Pontine, vicino a Roma (...) Era una bambina di appena undici anni resa ancor più piccola, nel fisico e nella mente, dalle spaventose condizioni di povertà e di ignoranza in cui viveva. L'assassino era un altro contadino, un ragazzo di 19 anni che non riuscì a violentarla e che la uccise per pazzia o per sfuggire, con la prigione, a una vita bestiale nella palude. Era il 1920. Sulla base dei documenti del processo penale e della causa di canonizzazione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce la storia di una santità sollecitata prima dalla reazione ultracattolica, poi favorita da Mussolini per dare una santa locale alle paludi bonificate, infine decisa da Pio XII per fornire un esempio di virtù in un "secolo corrotto e corruttore". Dalla prefazione: “Nel 1950 Maria venne proclamata santa, dopo rapidissimi e discutibili processi di canonizzazione.(...) Le miserabili condizioni culturali e sociali della bambina, che aveva undici anni e che era analfabeta e affamata, non le permettevano di sviluppare una religiosità consapevole. La sua resistenza allo stupratore fu comprensibilmente istintiva quanto il suo grido:'Dio non vuole!' Sacerdoti e pie donne fecero il possibile e l'impossibile, il lecito e l'illecito, (...) per accreditare la santità di Maria. Nei processi canonici l'assassino, principale testimone, venne cooptato a dire quello che si voleva dicesse. Nel processo canonico del 1935 trasformò un 'sì' in un 'no'. In quello del 1938 rischiò -per imperizia- di far crollare la causa contraddicendosi in continuazione (...)Per salvare la causa si ricorse al trucco e al falso di non trascrivere la sua deposizione. In seguito, ben addestrato, e completamente in balìa delle strutture ecclesiastiche per la propria esistenza, l'assassino disse tutto quel che si voleva dicesse, nel modo necessario alla Causa. La beatificazione fu fortemente voluta e favorita in Vaticano, negli anni della seconda guerra mondiale e seguenti, per dare un esempio ai giovani contro l'immoralità dilagante." “Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti ” di Giordano Bruno Guerri, Mondadori 1985 (nuova ediz. 2000), Euro 7,75


