Gli Americani e la Religione della Libertà

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Risposta di Gaetano Dentamaro nel Forum di www.radicali.it, dal thread di Bandinelli Eh, No Compagni Radicali Così non Va. Ma è vero che negli Stati Uniti il 23% della popolazione è analfabeta? Lo scrive IlNuovo.it! "Speculano", e in tanti, sul falso...

Prediche Inutili:

Gli Americani e la Religione della Libertà

No, dico, ma di che cosa stiamo parlando? Il 23% degli americani è analfabeta? Intanto per cominciare si dice analfabeto. (E l'azoto è l'ultima lettera dell'alfaboto).

Così Alfonso Coscarella ha scritto:

Alfonso Coscarella (19 aprile 2003 0:35) > (...) E ti ridomando, e' una democrazia quella che si permette di avere un 23% (se verificato) di analfabeti che senza capire un cazzo di niente vanno a votare il Bush di turno?

Scusa Alfonso, anzi: a questo punto, se a questo punto stiamo: Alfonso Coscarella, mi consenta... lo verifichi, prima di trarre le sue conclusioni. Altrimenti siamo al punto dei soldati neri che non sbarcarono con la compagnia Easy in Normandia, e del filmato dei soldati americani che giustiziano a freddo i prigionieri iracheni, che la Gruber ha fatto vedere e di cui ha parlato Funari e il cugino del mio giornalaio ha sentito il cognato del suo meccanico che glielo aveva raccontato il nipote che gioca in promozione.

E giacché si parla persino di analfabetismo Internet, mi sembra grave, non cogliere eventualmente il nesso. Basta verificare, io che sono amerikanderk vado al World Fact Book della CIA che dice: Link Literacy: definition: age 15 and over can read and write male: 97% female: 97% (1979 est.) total population: 97% Link

Motivi per destituire la fonte? Altri dati a confutazione? O vogliamo ricordare che Dan Quayle aveva difficoltà a scrivere correttamente "potatoes" (difficoltà con l'ortografia possono essere comunissime in moltissime delle circa cinquecento lingue che hanno sviluppato sistemi formali di scrittura, sulle varie migliaia di lingue del mondo, il che è diverso dall'analfabetismo comunemente inteso, che è il non saper né leggere né scrivere).

Poi ci sono mille altre cose. Poi salterà su quell'altro a dire (e per la verità ce ne stanno tantissimi ancora anche in America) che comunque il Bush è stato eletto dalla sua cricca di giudici della Corte Suprema e che è per questo che gli USA non sono democratici (ma prova a fare una semplice domanda: "perché allora Gore ha concesso la vittoria"; io nel Forum sto ancora aspettando la risposta che in America tutti si sono già dati).

Poi ci sono i Presidenti assassinati in America (una tragica statistica). Poi ci sono i colpi di stato in America (quelli fatti, quelli tentati, quelli in corso e quelli che si faranno). Poi ci sono i fascisti d'America (ho una collezione di newsletter antisemite, fondamentaliste cristiane, razziste, interessa? Gnà gnà gnà, non fare l'analfabeto informatico, ricerchina con Google e trovi tutto quello che t'interessa), i no-global d'America, i disinformati d'America. Poi poi poi ci sono tutte le altre cose.

Poi in America ci sono più ebrei che in Israele (secondo qualcuno, scrivo questo per continuare a guadagnarmi meriti per una prossima ventura cittadinanza israeliana, quando Israele avrà sottomesso l'Europa grazie alla bomba atomica; e non ci si accorge che la palma va ed è già andata a Nord, che l'Italia è già un deserto -- deserto d'amore, di speranza, deserto di legge e di "legalità" -- e che non s'aspettano altro che gli arabi-sauditi-talebani e i loro cammelli per completare il quadro).

Poi in America ci sono emigranti di tutte le razze (ma quali razze!!! in America e grazie all'America si decodifica il genoma umano e si scopre che non esistono le "razze" -- come scrisse Einstein nel modulo nazista che dovette compilare per emigrare in America, c'è una sola razza, quella "umana" -- quindi occorrerà parlare di etnìe -- e si dimostrerà che non esistono "i geni" del genio; i geni del grande artista, i geni del grande ingegnere, e che tutti gli uomini e le donne che hanno un normale DNA, senza cromosomi difettosi o in più o in meno, hanno le stesse potenzialità di genio di un Leonardo Da Vinci o di una Marie Curie, di un Linus Pauling Link o di un Glenn Doman Link o di una Rita Levi Montalcini, di una Emma Bonino, di un'Antonella Spolaor, e allora perché "gli ebrei" che sono l'x per mille della popolazione mondiale sono invece l'x per cento dei Premi Nobel, per favore ricerca su Google Link per metterci le percentuali esatte -- e l'x per cento dei violinisti e dei pianisti che senti ora per ora sul terzo canale della radio, qui a Roma 100.3 in modulazione di frequenza; sono Rosenberg e Ashkenazi -- ? perché, si dimostrerà, è l'ambiente che elicita il genio, quindi se prendi un Dentamaro qualsiasi e lo fai vivere come un Ashkenazi otterrai un Ashkenazi e se prendi un Ashkenazi e lo fai vivere come un Coscarella otterrai un Casiraghi, uno Strummer o un Coscarella, e il carattere Ashkenazi sarà perso per sempre:

"(...) Poco dopo arrivò proprio Matahewe, quel Kohorosciwetari che viveva con i Karawetari, e vide la cognata con i figli tutti sanguinanti: "Chi ha fatto questo alla moglie di mio fratello e ai miei nipoti? I bambini non devono essere uccisi". Gridò, gridò: "Se fossi stato là su, quando li scaraventavate nel precipizio, vi avrei frecciato!". Poi chiamò con voce fortissima il fratello, padre dei tre bambini che erano stati gettati nel dirupo. (...) Si udì una voce lontana e dopo poco l'uomo comparve. I Karawetari lo guardarono; il fratello, che stava con i Karawetari, gli disse "Perché sei fuggito anche tu dallo sciapuno? Dovevi aspettarmi con tua moglie, coi tuoi figli. Hai visto cosa hanno fatto ai tuoi?" L'altro rispose: "Tu sei venuto con i Karawetari; anche tu sei venuto con l'intenzione di uccidere i miei figli". "No, non è vero; se fossi stato presente, non li avrei lasciati fare quello che hanno fatto". L'altro guardò quel monte di bambini uccisi. Erano bambini di un anno, di due anni, di tre anni, più grandicelli. Disse: "Perché avete ucciso quei bambini? I bambini non sanno cosa fanno i grandi. Noi stiamo qui per fare la lotta ai grandi". Gridava e piangeva anche. I Karawetari lo guardavano e volevano ucciderlo.

Il tusciaua del Karawetari disse ai suoi: "Lasciatelo parlare! Nessuno punti la freccia su di lui; tutti tengano le frecce nelle mani". L'uomo continuò: "I bambini non sanno prendere una freccia, né tendere un arco; perché li avete uccisi? No; non dovevate ucciderli, dovevate cercare di uccidere i padri. Io, quando vado a fare la guerra e comdando, dico ai miei: 'Non puntate le frecce sui bambini, sui vecchi e sulle donne'." Tutti ascoltavano senza più rispondere; anche il tusciaua del Karawetari ascoltava. Infine il fratello, che aveva anche due figli grandi con i Karawetari, disse: "Adesso noi partiamo. Se vorrai venire con noi, dai Karawetari, potrai; non ti capiterà nulla. La colpa di tutto è dei Kohorosciwetari; il loro capo, Ohiriwe, parla molto male di noi., Volevamo uccidere lui e il suo genero, non i tuoi figli, né te". Il fratello rispose: "Io ora farò legna e brucerò i corpi dei morti". I Karawetari lasciarono a quell'uomo la moglie e i tre bambini feriti. " *).

E poi in America ci stanno bambini americani (che poi crescendo diventeranno uomini e donne americani, cioè fascisti americani, cristiani americani, musulmani americani ed ebrei americani e magari libertari americani) che, da duecento anni, a scuola imparano a memoria la Dichiarazione d'indipendenza americana e il Gettysburg Address. I bambini sauditi e i bambini talebani imparano che bisogna ammazzare l'ebreo e il cristiano.

I bambini americani imparano invece che "queste verità sono di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore degli stessi inalienabili diritti, che tra questi ci sono la vita la libertà e la ricerca della felicità".

I bambini americani (e da grandi molti magari dimenticheranno persino d'averlo dovuto fare, a scuola) invece imparano che (Traduzione italiana del discorso pronunciato da Abraham Lincoln, 16° Presidente degli Stati Uniti d'America, a Gettysburg, il 19 novembre 1863) "orsono diciassette lustri e un anno che i nostri avi costruirono, su questo continente, una nuova nazione, concepita nella Libertà, e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione così concepita e così votata, possa a lungo perdurare. Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che qui diedero la vita, perché quella nazione potesse vivere. E' del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest'atto. Ma, in un senso più vasto, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo. I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o detrarre. Il mondo noterà appena, nè a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò ch'essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono. Sta piuttosto a noi il votarci qui al gran compito che ci è di fronte: che da questi morti onorati ci venga un'accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l'ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano; che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l'idea di un governo di popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra." (Gettysburg Address).

E i bambini americani, e i cittadini americani sanno di avere una carta dei diritti (Bill of Rights); e il primo diritto della carta dei diritti dice che "il Congresso non può fare leggi per instaurare una religione o proibirne il suo libero esercizio; o per limitare la libertà di parola o della stampa; o il diritto della gente di riunirsi pacificamente, e di indirizzare petizioni al governo per la riparazione dei torti." (Bill of Rights).

Poi appunto molti (americani) se ne dimenticano. Molti (non americani) nemmeno sanno che esiste un diritto del genere, da qualche parte nel mondo. E chissà quanti, anche americani, se potessero, cercherebbero di farlo a pezzi, un diritto così. In effetti ci sono quelli che cercano di farlo. Molti si dimenticano persino di leggere e di scrivere. E' un loro diritto. Ma poi gli americani, volenti o nolenti, devono vivere con questi diritti, che sono inalienabili. E ci sono ex-volontari dell'esercito americano che vendono, su Internet, adesivi da appiccicare sul paraurti dello Sport Utility Vehicle (4-40 cubic-inch engine): "I fought for those scumbags to protest" ("Ho combattuto perché questi pezzi di merda possano protestare"). A proposito del "formarsi di una coscienza politica"...

Eh già. Allora qualcuno la chiama e la rivendica come la "religione della libertà". Visti determinati precedenti, a me, parafrasando Pannella, viene talvolta da dire, e una volta al Comitato l'ho detto anche se non molto chiaramente né molto bene, che "non credo alla religione, e ripudio perfino la libertà se minaccia di diventare tale". Poi mi arrovello e non riesco a dormire perché una parafrasi così bella mi sembra tuttavia un paradosso. E mi dico che nel libero mercato delle religioni, "dover" scegliere significa "voler scegliere". E allora prego, e m'iscrivo, giorno dopo giorno, e cerco d'iscrivermi, una volta al giorno.

-- *: da "Yanoama-- Dal racconto di una donna rapita dagli Indi" di Ettore Biocca, Leonardo Da Vinci Editore, 1965 (La biografia di Helena Valero, donna di sangue spagnolo rapita -- 1937 -- dagli Indi Yanoama e vissuta per tanti anni (18) con loro nella foresta inesplorata tra Brasile e Venezuela).


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