“TELEKOM SERBIA – PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?”

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“TELEKOM SERBIA – PRESIDENTE CIAMPI, NULLA DA DICHIARARE?”

DOMANI GIULIO MANFREDI PRESENTA IL SUO LIBRO NELLA SEDE TORINESE DEL MOVIMENTO MONARCHICO.Domani, giovedì 20 novembre, alle ore 21:00, a Torino, presso la sede del Movimento Monarchico (via San Quintino n. 41), l’esponente radicale torinese Giulio Manfredi presenterà il suo libro “Telekom Serbia – Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?” (Stampa Alternativa), da pochi giorni in libreria; postfazione di Marco Pannella, dedica ad Antonio Russo (inviato di Radio Radicale, ucciso tre anni fa in Georgia mentre cercava di documentare i crimini compiuti dai russi nella vicina Cecenia); il libro è un diario ragionato del caso Telekom Serbia, dal 1994 al 2003.Introdurrà e modererà il dibattito Federico Musso, segretario regionale del Movimento Monarchico.Manfredi ha dichiarato:“Quale luogo migliore della sede dei monarchici per ribadire ancora una volta che “il re è nudo”?! Per chiedere ancora una volta al Presidente Ciampi di pronunciare, finalmente, parole di verità sul ruolo, attivo o omissivo, da lui svolto nel giugno 1997, quando era ministro del Tesoro del governo Prodi e, in tale veste, deteneva il 61% delle azioni di Telecom Italia (che sarebbe stata privatizzata solo cinque mesi più tardi). Ciampi avrebbe potuto impedire che 900 miliardi di lire, provenienti dalle bollette e dalle tasse dei cittadini italiani, fossero consegnati non a Telekom Serbia ma direttamente a Slobodan Milosevic, che se ne servì per rinsaldare il suo traballante regime.Un Presidente che trovasse in sé la forza interiore per ammettere il peccato di omissione compiuto allora non perderebbe ma acquisterebbe rispetto, stima e prestigio sia in Italia sia a livello internazionale; inoltre, si sottrarrebbe definitivamente al gioco dei ricatti e delle allusioni. In Europa, altri potenti hanno saputo assumersi pubblicamente le loro responsabilità politiche per altre omissioni compiute nei confronti dell’ex-Jugoslavia: nell’aprile 2002, il governo olandese si dimise in blocco quando una commissione di esperti dimostrò che non aveva fatto nulla per impedire la strage di Srebrenica (Bosnia, 11 luglio 1995).I radicali non chiedono le dimissioni di nessuno; chiedono a Ciampi, Prodi, Dini e Fassino l’assunzione piena delle loro responsabilità politiche per aver voluto, o non aver impedito, un’operazione sciagurata politicamente e disastrosa economicamente.”.Torino, 19 novembre 2003Manfredi (348/5335305)


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