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Lettera aperta a Piero Fassino di Marco Cappato e Rita Bernardini: «Segretario Fassino, Che senso ha vietare l’utilizzo a fini di ricerca scientifica degli embrioni non vitali? E’ più morale buttarli?», ti sei chiesto in un’intervista al Riformista del 24 ottobre. Il Senato della Repubblica, riunito da mercoledì 3 dicembre per l’esame della legge sulla fecondazione assistita, se approvasse definitivamente la legge nella versione attuale stabilirebbe che è meglio buttare quegli embrioni, insieme alle speranze per milioni di italiani affetti da malattie come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, diverse forme di sclerosi e di tumore. Soltanto una straordinaria ed urgentissima mobilitazione politica e di informazione potrebbe, a questo punto, impedirlo...
Articolo pubblicato su l'Unità, 1 dicembre 2003, pag.1 di Marco Cappato e Rita Bernardini Segretario Fassino,«Che senso ha vietare l’utilizzo a fini di ricerca scientifica degli embrioni non vitali? E’ più morale buttarli?», ti sei chiesto in un’intervista al Riformista del 24 ottobre. Il Senato della Repubblica, riunito da mercoledì 3 dicembre per l’esame della legge sulla fecondazione assistita, se approvasse definitivamente la legge nella versione attuale stabilirebbe che è meglio buttare quegli embrioni, insieme alle speranze per milioni di italiani affetti da malattie come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, diverse forme di sclerosi e di tumore. Soltanto una straordinaria ed urgentissima mobilitazione politica e di informazione potrebbe, a questo punto, impedirlo.Nel messaggio inviato al Congresso di Radicali italiani il 30 ottobre, Adriano Sofri scrisse: “continuo a tenere a una sinistra libertaria, che non è una corrente della sinistra, ma è l’avversaria giurata della sinistra autoritaria e statalista”. Dopo pochi giorni, Prodi pubblicò il suo manifesto per l’Europa: nessuna traccia di quella eventuale sinistra libertaria, delle libertà che riguardano i corpi, la sessualità, la dignità della vita e della morte. Tra gli innumerevoli commenti levatisi dalla “sinistra italiana”, nessuno si è dato la pena di sottollineare questa mancanza. Nel dibattito in corso su liste uniche e partiti unici della sinistra, nessun leader è intervenuto per sollevare il problema delle legalizzazioni, dell’eutanasia clandestina, delle cellule staminali embrionali inutilizzate, delle droghe e delle terapie proibite, delle forme di convivenza e di famiglia non riconosciute. E’ una storia che viene da lontano, che passò per il tentativo del PCI di evitare fino all’ultimo il referendum sul divorzio, fino ad arrivare alle elezioni politiche del 2001, quando il capolista radicale era il nostro Presidente Luca Coscioni, leader della battaglia antiproibizionista sulla ricerca scientifica e malato di sclerosi laterale amiotrofica. Il vostro candidato premier Rutelli rispose - con Berlusconi - che la libertà di ricerca, l’aborto farmacologico e l’eutanasia erano temi “di coscienza” che dovevano restare fuori dalla contesa elettorale. Luca Coscioni e i suoi obiettivi non dovevano esistere, e infatti furono annientati dalla RAI-tv e da Mediaset: nonostante il satyagraha radicale e lo sciopero della sete di Emma Bonino, gli italiani non ebbero il diritto a conoscere per deliberare, e Coscioni rimase fuori dal Parlamento.Nel momento in cui al Senato riprende l’esame della legge, è bene averla presente quella storia, per concepirne una diversa, alternativa. Il testo in discussione vieta a centinaia di migliaia di coppie sterili la maternità e la paternità, impedisce il congelamento degli embrioni, limita la praticabilità della procreazione assistita ai casi d'infertilità anziché consentirne il ricorso per evitare la trasmissione di malattie genetiche, pone un limite di tre embrioni ad ogni impianto, aumentando i rischi per la salute delle donne. Oltre a tali e tante mostruosità, il disegno di legge arriva a proibire definitivamente la ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia. Agli scienziati è impedito di sperimentare terapie che un giorno potrebbero curare, secondo il Rapporto della Commissione ministeriale presieduta dal Premio Nobel Renato Dulbecco, 12 milioni di italiani. In nome di una Etica di Stato sarà proibito ai malati l’esercizio del diritto alla libertà di cura, alle donne sarà precluso l’accesso a tecniche procreative disponibili: e come è sempre accaduto in questi casi, i più ricchi tra loro daranno vita a una specie di turismo ospedaliero all’estero, i più poveri rinunceranno. Allo stesso modo in cui ci sono stati un divorzio e un aborto di classe, ci sarà sempre di più una medicina di classe. Ma non basta: in questo clima talebano, gli scienziati che non sono stati costretti a lasciare l’Italia vengono trattati, per dirla con le parole del leghista Cé, da «apprendisti stregoni favorevoli alla selezione eugenetica dell'embrione, cioe' alla selezione della razza». Il ministro della Salute Sirchia è arrivato ad equiparare la clonazione umana alla clonazione terapeutica, definendo così anche quest’ultima come un «crimine contro l’umanità, alla stregua della schiavitù, delle sevizie sui bambini e degli orrori nazisti».Di fronte a tutto ciò, ci appelliamo a te dalle colonne dell’Unità, chiedendoti di dare subito corpo e impegni precisi alle tue dichiarazioni di ottobre. Con noi ci sono già 2200 scienziati che hanno firmato l’appello rivolto dal Presidente di Radicali italiani Luca Coscioni a deputati e senatori, affinché garantiscano «il rispetto dell’art. 33 della Costituzione secondo il quale “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”», e si battano perché «le leggi in discussione siano scevre da ogni impostazione ideologica e rispettose delle esigenze della ricerca». In pochi giorni, decine di professionisti e accademici della medicina riproduttiva si sono già dichiarati con noi pronti a mettere in atto tutte quelle azioni necessarie per portare dei casi davanti alla Corte Costituzionale, impugnando norme incostituzionali oltre che assurde e violente. Da soli, e clandestini come continuano ad essere, i radicali non ce la possono fare. E non basterà, non servirà se vi limiterete ad esprimere in aula il vostro voto, che si conoscerà solo a cose fatte, come sul divorzio veloce. Non servirà prendersela con la “destra oscurantista”, se non sarà stato fatto nulla prima per unirsi a chi, anche da destra, sta lavorando per regole ragionevoli e liberali. L’approvazione di norme devastanti, per le donne e i malati come per la laicità delle istituzioni, potrà essere evitata solo con un’azione parlamentare trasversale di opposizione durissima alla proposta e con una mobilitazione popolare di cui avete dimostrato di essere capaci, ma solo su altri temi. Con il tuo partito sapete che, se lo deciderete, ci troverete sullo stesso fronte. Se la gente fosse messa in condizione di sapere cosa rischia di accadere in Parlamento, le forze clericali (tra le quali vi sono anche esponenti della opposizione) che preparano il regalo di Natale al Vaticano, si troverebbero a dover pagare un prezzo politico molto – forse troppo – alto. E se la legge fosse approvata nella versione attuale, non resterebbe che dare, come su divorzio e aborto, la parola ai cittadini, che tornerebbero più di allora a sconfiggere le proposte clericali.La domanda, che è una richiesta ma anche un’offerta di lavoro comune, vuole essere diretta e precisa: sono disposti i DS a impegnarsi, con tutte le forze politiche che saranno daccordo, con gli scienziati, i malati e i cittadini, per un referendum teso a cancellare le norme illiberali su procreazione assistita e clonazione terapeutica? Siete disposti a consentire ai vostri militanti di costruire con carta, penna e tavoli un’opportunità per l’Italia tollerante, e magari anche per aiutare a costruire un pezzo della “sinistra libertaria” descritta da Sofri?Caro Segretario, qualche mese fa uscì fuori – guardacaso sempre da quella cella del carcere di Pisa - la proposta di una grande manifestazione per la Cecenia. Ti dichiarasti d’accordo, ma la manifestazione non si tenne, e si tornò a parlare di Cecenia (noi non abbiamo smesso, e continuiamo) solo quando Berlusconi scelse di esibirsi nella cancellazione della tragedia di un popolo annientato. Lo ricordiamo, come abbiamo ricordato episodi del passato, non per polemica o per sfiducia, ma per richiamare la difficoltà degli ostacoli di ogni tipo che si frappongono agli obiettivi. Le tue dichiarazioni sugli embrioni e la fecondazione assistita devono poter fare una fine diversa. Si può aggiungere alle parole la forza dei fatti e delle energie di ciascuno, anche a costo di dover affrontare “a sinistra” il “problema” dei radicali, di Luca Coscioni, di un Paese condannato a non sapere nulla. Bisogna volerlo, e deciderlo, subito.

