FECONDAZIONE. CAPEZZONE SCRIVE A RUTELLI SUL RIFORMISTA

No public posts in this group. You must register or login and become a subscriber in order to post messages, and view any private posts.

Roma, 6 dicembre 2003 – Questa mattina, il quotidiano “Il Riformista” ha pubblicato una lettera aperta di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, al leader della Margherita Francesco Rutelli. Capezzone invita Rutelli a esprimere la sua opinione pubblicamente, e inizia un digiuno di dialogo rivolto al leader della Margherita, già segretario radicale...

Parte digiuno di dialogo nei confronti del Presidente della MargheritaRoma, 6 dicembre 2003 – Questa mattina, il quotidiano “Il Riformista” ha pubblicato una lettera aperta di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, al leader della Margherita Francesco Rutelli. Ecco il testo integrale:Egregio onorevole Rutelli, e -se mi è permesso- caro Francesco, anche se pochi, in fondo, potrebbero sospettarlo, Lei è un mio predecessore, o -il che fa lo stesso- io sarei uno dei Suoi successori, come segretario radicale. Le indirizzo questa lettera aperta nei giorni in cui le Camere si accingono a chiudere la partita della fecondazione assistita, varando una legge che io, come molti osservatori, giudico pericolosa e liberticida, tanto dal punto di vista delle coppie sterili quanto da quello di molti malati. Lei, ogni sera, alla televisione, ci spiega le nefandezze della maggioranza e del Governo di Silvio Berlusconi. E devo dire che, pur da un punto di vista assai diverso, ho spesso motivo di essere d’accordo: anch’io trovo deludente, a dir poco, la prova di Governo offerta dalla Casa delle libertà in questa legislatura. E su ogni fronte: dalle riforme istituzionali a quelle economiche, passando per la giustizia e le libertà civili, e senza citare il rosario di occasioni colpevolmente perdute nel corso del semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea. Poi -e qui sta la differenza tra noi- a me sfugge il carattere più liberale che avrebbe uno schieramento animato, tra gli altri, dagli onorevoli Bindi, Cossutta e Pecoraro Scanio, ma deve trattarsi certamente di un mio limite. Anche se -forse- non è proprio di buon auspicio quel che accadde nella scorsa legislatura, quando fu il centro-sinistra in maggioranza, e in cinque anni (dalla ricerca scientifica alla droghe alle coppie di fatto) non si vide nulla, se non il costante stillicidio di polemiche e rimbrotti nei confronti di un Ministro coraggioso come Umberto Veronesi, non a caso rapidamente uscito dalla scena politica.Ma veniamo al punto, alla questione concreta che Le sottopongo. In questa settimana, secondo tutti gli osservatori più attenti e informati, nel corso delle votazioni a Palazzo Madama (la più significativa delle quali è stata decisa da una manciata di voti di scarto), sui 22 o 23 Senatori presenti appartenenti al Partito che Lei presiede, solo 4 o 5 avrebbero votato -per così dire- per una modifica della legge in senso liberale, mentre gli altri 18-19 si sarebbero schierati per il mantenimento del testo -diciamo così- più proibizionista, sciaguratamente proposto dalla maggioranza. Lei mi dirà (come disse, in campagna elettorale, al nostro Presidente, Luca Coscioni, che La interpellava a nome di milioni di malati) che queste sono “questioni di coscienza”, e che quindi è impossibile discuterne. Io ho un‘opinione diversa: mi sfugge cosa debba fare la “politica” se non occuparsi proprio di “questioni di coscienza”, così come mi pare che -ferma restando la libertà di ciascuno- un Partito faccia bene a discutere e a decidere una linea, un’indicazione, specie quando è in causa il problema della separazione tra Stato e Chiesa, tra la necessaria laicità delle leggi e le diverse scelte morali di ognuno. Ma, invece, metto da parte la mia opinione, e aderisco per un istante alla Sua: è “questione di coscienza”. Bene. Se è così, mi piacerebbe conoscere la Sua opinione. Lei è un Parlamentare della Repubblica e un leader politico: come ha votato, su questo, alla Camera dei Deputati? Come voterebbe se fosse al Senato? Come voterà, di nuovo, quando il testo sarà tornato a Montecitorio? Ha mai presentato o sottoscritto proposte di legge su questo argomento? In molti -credo- saranno interessati ad una Sua risposta: molti Suoi compagni di Partito, ad esempio; ma soprattutto molte coppie sterili, a cui questa legge rende più difficile l’accesso alla procreazione assistita; così come molti malati, a cui si toglie in modo -a mio avviso- poco liberale e insieme poco cristiano una speranza di guarigione. Anche a me la Sua risposta importa, interessa. “I care”, come mi pare si dica da qualche tempo in Campidoglio. Fuor di scherzo, sarei davvero lieto -come molti- di conoscere in modo chiaro le Sue opinioni su un tema così importante, e nel momento in cui le Camere sono chiamate a decidere. E tanto mi importa, tanto mi interessa, che attenderò un Suo cenno di risposta senza mangiare, in digiuno di dialogo. Con i migliori saluti, Daniele CapezzoneSegretario Radicali italiani


Condividi contenuti