Si sono aperti oggi, a Ginevra, i lavori del primo Summit Mondiale sulla Società dell'Informazione (WSIS). Il Partito Ra

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il Partito radicale ha organizzato una conferenza aperta al pubblico dal titolo "Democracy, freedom and digital divide" (democrazia, libertà e divario digitale). Hanno partecipato dissidenti e sostenitori della libertà di espressione in Paesi come la Cina e la Tunisia. Sono intervenuti: Omar Mestiri, direttore del giornale tunisino Khalima (censurato ed ostacolato dalle autorità tunisine), Erping Zhang, portavoce dei Falun Gong (una pratica religiosa/meditativa che in Cina è repressa anche in rete), Il professor Shiyu Zhou, della Computer Science Information Rugers Univerity (esperto in tecnologie per combattere la censura e la sorveglianza digitale), Rick Panganiban del World Federal Mouvement, e Marco Cappato, che al Parlamento europeo ha sollevato il problema dei cyber-dissidenti, in particolar modo in Tunisia, dove si terrà la seconda fase del Summit nel 2005.

Si sono aperti oggi, a Ginevra, i lavori del primo Summit Mondiale sulla Società dell'Informazione (WSIS). Il Partito Radicale Transnazionale è presente all'evento con una delegazione composta da Gianluca Eramo e Gaia Carretta. Con loro anche il Parlamentare europeo radicale Marco Cappato, membro della delegazione dell'Unione Europea e David Carretta per Radio Radicale. Questa mattina, in collaborazione con Radio Radicale, il Partito radicale ha organizzato una conferenza aperta al pubblico dal titolo "Democracy, freedom and digital divide" (democrazia, libertà e divario digitale). Hanno partecipato dissidenti e sostenitori della libertà di espressione in Paesi come la Cina e la Tunisia. Sono intervenuti: Omar Mestiri, direttore del giornale tunisino Khalima (censurato ed ostacolato dalle autorità tunisine), Erping Zhang, portavoce dei Falun Gong (una pratica religiosa/meditativa che in Cina è repressa anche in rete), Il professor Shiyu Zhou, della Computer Science Information Rugers Univerity (esperto in tecnologie per combattere la censura e la sorveglianza digitale), Rick Panganiban del World Federal Mouvement, e Marco Cappato, che al Parlamento europeo ha sollevato il problema dei cyber-dissidenti, in particolar modo in Tunisia, dove si terrà la seconda fase del Summit nel 2005. Il problema del divario digitale è stato affrontato non solo sotto il profilo della diffusione delle tecnologie nei Paesi meno sviluppati, ma soprattutto sotto quello della libertà di accesso alle tecnologie, cioè alla libertà di esprimere, comunicare e diffondere le proprie idee.Durante l'incontro, al quale hano partecipato un centinaio di persone accreditate al Summit, diversi esponenti delle cosiddette "Ong" e di cosiddetti "giornalisti" tunisini, sono ripetutamente intervenuti per contestare e discreditare Omar Mestiri (definendolo anche "disturbato mentale") , mentre Erping Zhang è stato accusato da un cosiddetto "giornalista" cinese di essere il portavoce di un gruppo (i Falun Gong) che si manifesta come un focolaio di violenza e di terrorismo in Cina. Duri attacchi sono stati riservati al Partito radicale transnazionale anche da parte di un delegato di nazionalità cubana.Dichiarazione della delegazione del Partito Radicale Transnazionale:L'accoglienza - ottima da parte dei più, ma ostile ed aggressiva da parte di gruppi apparentemente ben organizzati - ha dimostrato come questi temi cruciali siano stati finora trascurati dal Summit mondiale.Mistiri, Zhang, Panganiban e Zhou sono stati la testimonianza che qualcosa non funzioni nella realizzazione pratica delle altisonanti dichiarazioni che accompagnano i progetti internazionali relativi alla società dell'informazione. Numerosi capi di Stato e di Governo, che dovranno ratificare i documenti presentati dalle delegazioni dei Paesi Membri, sembrano voler far fronte al divario digitale informatizzando i Paesi poveri, ma tralasciando il divario di democrazia, di libertà di espressione e di diritti umani che invece è necessario colmare.Il trattamento riservato ad Omar Mestiri dimostra l'opportunità di insistere perché la scelta di Tunisi per la seconda fase del summit sia condizionata a segnali di apertura sul fronte della libertà di espressione da parte del Governo tunisino. Come ha ricordato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan "la libertà di espressione è la pietra angolare della Società dell'Informazione". Ci auguriamo che queste parole possano guidare effettivamente e concretamente il lavoro della comunità internazionale e dell'ONU su questo fronte per i prossimi mesi.


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